Nel cuore della Via Lattea, dentro una nube di gas che sembrava già aver rivelato tutti i suoi segreti, gli astronomi hanno individuato il primo zucchero nello spazio mai osservato in quantità simili. Una scoperta che non capita spesso, di quelle che spingono i ricercatori a rifare i conti e a chiedersi quanto davvero conosciamo di ciò che fluttua tra le stelle. La molecola in questione si chiama eritrulosio, e la sua presenza apre più domande di quante ne chiuda.
A guidare il lavoro è stata Izaskun Jiménez-Serra, cosmochimica del Centro de Astrobiología spagnolo, insieme al suo gruppo di ricerca. Il team ha rintracciato l’eritrulosio nella nube nota come G+0.693, una regione che si trova proprio al centro della nostra galassia. Non un angolo qualsiasi, insomma, ma una zona densa e affollata dove la chimica cosmica sembra dare il meglio di sé. Lo studio è finito sulle pagine di Nature Astronomy, e questo dà la misura di quanto sia rilevante il risultato ottenuto.
Perché la Via Lattea nasconde ingredienti così importanti
Il punto interessante è che si parla del primo vero zucchero individuato nello spazio interstellare. Non tracce ambigue o segnali difficili da interpretare, ma una molecola precisa, riconoscibile, presente in quantità che hanno sorpreso chi conduceva le osservazioni. E quando si tira in ballo uno zucchero, il pensiero corre subito alla biologia, ai mattoni fondamentali che stanno alla base degli organismi viventi.
La domanda che ronza in testa a molti riguarda proprio questo. Se molecole di questo tipo si formano naturalmente nello spazio, dentro nubi come G+0.693, allora l’ipotesi che alcuni ingredienti della vita abbiano origini ben oltre il nostro pianeta diventa qualcosa di più concreto. Non una fantasia da film di fantascienza, ma una possibilità che poggia su dati raccolti nel cuore della galassia. La ricerca coordinata da Izaskun Jiménez-Serra si inserisce esattamente in questo filone, dove la cosmochimica prova a capire come e dove nascano le molecole complesse.
Resta il fatto che trovare l’eritrulosio così lontano da noi, in una nube interstellare, aggiunge un tassello importante al quadro. La Via Lattea, a quanto pare, custodisce laboratori naturali capaci di produrre composti che fino a poco tempo fa immaginavamo legati soltanto ad ambienti planetari. Il lavoro pubblicato su Nature Astronomy fotografa proprio questo momento, con una molecola che nessuno si aspettava di vedere in quelle proporzioni proprio lì, al centro di tutto.










