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Xiaomi SUV ibrido: batteria da 76 kWh e oltre 500 km in elettrico

Il nuovo SUV Xiaomi ibrido ricaricabile da tre tonnellate arriva con numeri che fanno girare la testa, a partire da un’autonomia elettrica che supera i 500 chilometri. Un dato che di solito si vede su vetture completamente elettriche, non su un modello che monta ancora un motore termico sotto il cofano. E qui nasce spontanea una domanda: ha davvero senso spingersi così in là con questa tecnologia?

L’idea dell’ibrido ricaricabile viene spesso presentata come il passaggio perfetto tra il vecchio motore a benzina e il pieno elettrico. Tutti vogliono più autonomia in modalità elettrica, questo è chiaro. Il problema è che un raggio d’azione maggiore significa una batteria più grande, e quindi più pesante. Con il suo ultimo modello extra large, Xiaomi stabilisce un record in questo campo. Nel bene e nel male.

Una batteria da 76 kWh degna di un’auto totalmente elettrica

Il SUV Skynomad N90 manda in frantumi ogni riferimento sul fronte elettrico. A bordo c’è infatti una batteria da 76 kWh. Nessun errore di virgola: si tratta proprio di un pacco da 76 kWh con chimica nichel manganese cobalto, più o meno la stessa capacità della batteria di una Tesla Model 3 Grande Autonomia. Il raggio d’azione, ovviamente, è all’altezza, con 505 chilometri dichiarati sul ciclo CLTC.

Traducendo su una norma più severa come la WLTP si parla di circa 400 chilometri, che resta comunque un primato assoluto per un ibrido plug in. È tanto, ed è pure un po’ assurdo. Perché, se l’obiettivo è viaggiare il più possibile in elettrico, non passare direttamente a un’auto elettrica? Oppure restare su un ibrido più economico, magari per chi non ha modo di ricaricare a casa? Questo colosso lungo 5,28 metri finisce col mettere insieme i difetti di entrambe le tecnologie.

La scommessa dell’assurdo e il grande comfort a bordo

Il rovescio della medaglia è evidente. Ci si porta dietro una batteria enorme che, una volta scarica, diventa un peso morto e fa schizzare i consumi del motore termico, un modesto quattro cilindri da 1.5 litri che rischia di essere sopraffatto dalla massa. In compenso, chi sta a bordo viaggia in una bolla di comfort mentre il motore fatica. Vista la stazza, il Skynomad N90 può ospitare fino a 7 passeggeri.

I sedili anteriori ruotano di 180 gradi e possono girarsi verso la fila centrale, composta da due poltrone singole con funzione a gravità zero per un relax totale. Sul fronte tecnologico non manca nulla: uno schermo touch da 16,1 pollici, una strumentazione digitale da 8,8 pollici, un head up display da 20 pollici e un pannello incassato nel tetto da 21,4 pollici.

Sull’estetica, invece, il discorso si fa complicato. A dirla tutta, ricorda un’imitazione dei grandi SUV americani in stile Chevrolet Tahoe e Ford Expedition. Massiccio, ma senza essere davvero bello. Resta da capire se Xiaomi avrà il coraggio di portare lo Skynomad N90 in Europa. Per certi versi le elettriche SU7 e YU7 sembrano prodotti nettamente migliori. La buona notizia è che il loro arrivo è confermato per l’anno prossimo.

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