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Il Pentagono ha deciso di affidare a Elon Musk e Palmer Luckey una parte importante della riflessione sul futuro delle forze armate americane. L’occasione è stata il discorso sullo “State of the Force” pronunciato mercoledì dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha annunciato l’avvio di un nuovo programma per studiare come cambierà la guerra mentre la tecnologia corre sempre più veloce. Il nome scelto è Project Meridian.
Alla guida dell’iniziativa ci saranno tre figure piuttosto diverse tra loro. Accanto a Musk e al fondatore di Anduril siederà infatti anche l’ex presidente della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich. Il gruppo verrà completato da esperti provenienti dal mondo accademico e da quello delle politiche pubbliche, e lavorerà sotto la direzione di Emil Michael, responsabile tecnologico del Dipartimento della Difesa.
Cosa dovrà fare Project Meridian
Il compito assegnato alla squadra è ambizioso. In una lettera che presenta il progetto, Hegseth spiega che l’obiettivo sarà “studiare i campi di battaglia del futuro” insieme alle “armi e tecnologie” che i soldati potrebbero trovarsi a usare. Non è chiaro quante persone faranno parte del gruppo, ma i tempi sono già fissati: 120 giorni per consegnare le conclusioni e proporre “soluzioni concrete per iniziare a sviluppare, testare e mettere in campo” tecnologie avanzate pensate per mantenere gli Stati Uniti in una posizione di dominio militare.
Nello stesso intervento il capo del Pentagono ha presentato anche un Autonomous Warfare Command, un comando dedicato ad accelerare lo sviluppo e la diffusione di sistemi autonomi e droni. C’è poi un dettaglio che lascia qualche interrogativo. Secondo l’annuncio ufficiale lo studio passerà attraverso un’organizzazione partner, però non viene specificato di quale ente si tratti né chi lo guidi. Interpellato sul punto, il Dipartimento della Difesa si è limitato a rimandare a un comunicato stampa, precisando di non avere “nient’altro da aggiungere oltre alle dichiarazioni del Segretario”.
Il ritorno di Musk e il ruolo di Anduril
La presenza di Elon Musk e di Luckey non sorprende più di tanto. Il patron di Tesla, in particolare, avrebbe ricucito un rapporto stretto con l’amministrazione e di recente ha pranzato con il presidente insieme ad altri big dell’intelligenza artificiale per discutere del futuro di questa tecnologia. Project Meridian sembra rappresentare il suo primo rientro ufficiale nella cerchia governativa dopo l’uscita, lo scorso anno, dal Department of Government Efficiency, meglio noto come DOGE.
I legami con il settore della difesa, del resto, sono già solidi. SpaceX lancia satelliti per conto del governo americano e gestisce una rete satellitare che supporta missioni di sicurezza nazionale. Anduril, l’azienda fondata da Palmer Luckey, progetta invece sistemi militari autonomi e droni. Di recente la società si è aggiudicata contratti pubblici per produrre missili a lungo raggio e velivoli da combattimento semiautonomi, oltre a fornire hardware e integrazione per il sistema di intelligence mobile dell’Esercito.
Silicon Valley e conflitti di interesse
L’amministrazione Trump ha fatto della tecnologia militare avanzata una priorità, sia sul fronte dello sviluppo sia su quello degli acquisti, e per raggiungere questo traguardo ha guardato con favore alle aziende più apprezzate nella Silicon Valley. Proprio qui si inserisce il nodo più delicato dell’operazione.
Chi osserva la vicenda con occhio critico potrebbe sostenere che coinvolgere Musk e Luckey nel Project Meridian vada di pari passo con i loro interessi commerciali. I due imprenditori si troverebbero infatti a cercare soluzioni per le forze armate che, in buona parte, le loro stesse aziende già vendono.
Fonte: TecnoAndroid








