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Bolletta luce, rincaro del 37,3% per i clienti vulnerabili

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Il prezzo della luce continua a salire e a pagarne il conto più salato sono i clienti vulnerabili, che si ritrovano davanti a un aumento del 37,3%. Arera ha infatti fissato a 43,43 centesimi al kWh il valore di riferimento per il quarto trimestre, una cifra che colloca l’energia elettrica tra i livelli più alti mai registrati. Per le famiglie significa una cosa molto concreta, perché la bolletta si appesantisce proprio nella parte dell’anno in cui le giornate si accorciano e i consumi domestici tendono a crescere. Il rincaro va a toccare le fasce più deboli della popolazione, ovvero chi ha meno margine per assorbire una spesa in più senza rinunciare ad altro.

Dietro la decisione dell’Arera c’è un numero che fa riflettere più di tanti altri. Il costo del chilowattora stabilito per gli ultimi tre mesi dell’anno è uno dei più elevati di sempre, e non si tratta di una variazione da poco. Quando il prezzo unitario dell’energia sale in questo modo, l’effetto si allarga a tutta la fattura e diventa difficile da ignorare anche per chi controlla con attenzione ogni voce.

Quanto pesa davvero il rincaro sulla bolletta

Per capire la portata del ritocco conviene guardare al cliente tipo, il profilo che serve da riferimento per misurare l’impatto delle tariffe sulle famiglie. Per lui il conto annuale cresce di 236 euro, che spalmati sui dodici mesi valgono all’incirca 20 euro in più ogni mese. Non è una somma enorme se presa da sola, ma per molti nuclei familiari pesa eccome, soprattutto quando si somma alle altre spese fisse della casa.

C’è poi un confronto che rende il quadro ancora più chiaro. La spesa attuale per l’energia elettrica risulta oltre il doppio rispetto al 2020, un salto che racconta bene quanto sia cambiato il costo della corrente nel giro di pochi anni. Chi ricorda le bollette di allora può misurare con facilità la distanza, perché a parità di consumi oggi si paga più del doppio. Ed è proprio questo il dato che preoccupa di più, perché non riguarda un singolo picco passeggero ma un livello che resta stabilmente alto.

Perché sono le fasce più deboli a soffrire di più

L’aumento del 37,3% interessa direttamente i clienti vulnerabili, cioè quella parte di utenti che per condizioni economiche o personali si trova più esposta alle oscillazioni dei prezzi. Per queste persone un rincaro così marcato si traduce in scelte difficili, perché la quota di reddito destinata alla bolletta cresce e lascia meno spazio al resto. Le fasce più fragili sono anche quelle che faticano di più a ridurre i consumi, dato che spesso la corrente serve per necessità quotidiane a cui non si può rinunciare.

Il valore di 43,43 centesimi al kWh diventa così il riferimento con cui fare i conti per tutto il quarto trimestre. Si tratta del prezzo che Arera ha individuato come base per questi mesi, e che spinge il costo dell’energia verso livelli tra i più alti della storia recente. Per il cliente tipo l’aggravio resta fissato a 236 euro l’anno, con una spesa complessiva che supera di oltre due volte quella sostenuta nel 2020 e che colpisce in modo particolare chi ha meno risorse per farvi fronte.

Fonte: TecnoAndroid

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