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TV premium +9,3% nel 2027: le memorie frenano i modelli economici

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Il mercato dei televisori si avvia verso una fase piuttosto particolare, con meno apparecchi venduti nel complesso ma una fetta sempre più robusta di modelli costosi. A delineare lo scenario sono le nuove stime di Omdia, secondo cui le spedizioni globali di TV caleranno dell’1% nel 2027, mentre quelle dei TV premium dovrebbero salire del 9,3% su base annua. Dietro questo andamento così divergente c’è soprattutto la crisi delle memorie, che sta ridisegnando le priorità dei produttori.

Prima di entrare nel dettaglio conviene chiarire cosa si intende per fascia premium. Nella classificazione rientrano i televisori con un prezzo medio di vendita superiore a circa 850 euro. La crescita di questo segmento non sarà distribuita in modo omogeneo tra le diverse aree del mondo e porterà con sé anche una revisione delle strategie adottate dalle aziende del settore, costrette a fare i conti con un contesto produttivo decisamente meno generoso rispetto al passato.

Perché la crisi delle memorie penalizza i TV economici

A mettere in difficoltà i modelli più accessibili sono principalmente due fattori che si intrecciano, cioè il rincaro dei componenti e la scarsa disponibilità di chip di memoria. Il problema pesa di più proprio dove i margini sono già risicati. Basta pensare a un TV LCD da 65 pollici venduto a circa 255 euro. In un caso del genere anche una manciata di euro in più spesi per la memoria può erodere in modo sensibile il guadagno del produttore.

Il discorso cambia parecchio per i televisori di fascia alta. Su un apparecchio che costa molto lo stesso aumento ha un peso relativo assai più contenuto e il rapporto tra costi e prezzo finale resta quasi invariato. Secondo Omdia è proprio questa dinamica a spingere diversi marchi a riservare una quota crescente delle forniture disponibili ai modelli più cari, dove i conti tornano meglio anche in un periodo di scarsità.

In pratica, quando le memorie scarseggiano, per un’azienda ha più senso montarle su un TV capace di garantire margini ampi piuttosto che su uno venduto con guadagni minimi. Una scelta del tutto comprensibile dal punto di vista industriale, che finisce per spostare il baricentro dell’offerta verso l’alto e rende il segmento economico meno centrale nei piani dei produttori.

RGB LED e Nord America, i due motori della fascia alta

Oltre alla questione dei costi entra in gioco la tecnologia dei pannelli. Le retroilluminazioni RGB LED stanno conquistando terreno perché permettono di ampliare il volume colore, gestire con maggiore precisione la retroilluminazione locale e spingere la luminosità verso valori più elevati. Omdia stima che entro il 2030 questa soluzione arriverà a rappresentare il 49% dei ricavi mondiali dei televisori premium.

Nello stesso arco di tempo i modelli LCD con retroilluminazione tradizionale dovrebbero ridursi ad appena il 2% del fatturato nella fascia premium. Un ridimensionamento netto, che racconta bene come l’offerta si stia orientando verso prodotti in grado di giustificare cartellini più alti grazie a caratteristiche tecniche più evolute e facilmente percepibili da chi acquista.

Il quadro complessivo tracciato dalle previsioni descrive un comparto TV spaccato in due, con una domanda generale in flessione e una concentrazione sempre maggiore sui segmenti più redditizi. Anche sul fronte geografico le differenze sono evidenti. L’area destinata a correre più di tutte è il Nord America, dove le spedizioni di televisori premium sono attese in crescita del 21,9% nel 2027.

Fonte: TecnoAndroid

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