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Le patch di settembre 2026 hanno iniziato a farsi vedere sugli smartphone e sui tablet firmati Xiaomi, Redmi e Poco, e stavolta il pacchetto è tutt’altro che leggero. Il rilascio viaggia insieme alle ultime build beta di HyperOS 4, con una distribuzione concentrata soprattutto sul mercato cinese, anche se qualche variante globale ed europea sta già ricevendo il tutto. Chi è rimasto su HyperOS 3 non resta a bocca asciutta, semplicemente dovrà aspettare qualche settimana in più.
Il motivo per cui vale la pena prestare attenzione a questo aggiornamento sta tutto nei numeri. Il bollettino di sicurezza Android di questo mese mette in fila 180 vulnerabilità corrette nell’intero ecosistema, una cifra che non si vede tutti i mesi. Attenzione però a un dettaglio non secondario, ovvero che non tutte riguardano ogni singolo dispositivo Xiaomi, perché molte dipendono dal chip installato o da componenti specifici.
Cosa correggono davvero le patch di settembre 2026
Delle 180 falle sistemate, circa la metà, 95 per la precisione, tocca il framework e i componenti principali del sistema operativo. Nel mucchio ce n’è una che merita una menzione a parte, perché apre la porta all’esecuzione di codice da remoto, quella che in gergo viene indicata come RCE. Il punto critico è che non servono privilegi aggiuntivi e nemmeno un clic distratto da parte di chi usa il telefono. Nessuna app da installare, nessun link da aprire. È esattamente il tipo di vulnerabilità che fa alzare il sopracciglio a chi si occupa di sicurezza mobile, perché elimina il fattore umano dall’equazione.
Le restanti 85 correzioni scendono invece a un livello più basso, quello di driver e componenti hardware. Qui finiscono le falle del kernel e una serie di problemi legati a pezzi forniti da Qualcomm, Arm, MediaTek, Imagination Technologies e Unisoc. Tradotto in pratica, significa che il ventaglio dei dispositivi coinvolti è ampio e attraversa fasce di prezzo molto diverse, dai top di gamma con processori Snapdragon ai modelli più economici basati su piattaforme alternative.
Come verificare la disponibilità dell’aggiornamento
Come sempre accade in casa Xiaomi, il rollout procede per gradi. Non è una distribuzione a tappeto, quindi la disponibilità cambia in base al modello, alla regione e al canale software su cui si è iscritti. Chi partecipa ai programmi beta tende a vedere le novità prima, chi resta sul ramo stabile arriva dopo ma con build generalmente più collaudate.
Per una verifica manuale il percorso è rapido, basta aprire le Impostazioni, entrare nella sezione Info sul telefono e toccare il logo HyperOS per far partire la ricerca di nuovi aggiornamenti. Se il pacchetto risulta già assegnato al proprio dispositivo comparirà lì, altrimenti conviene ripetere il controllo a distanza di qualche giorno. Il consiglio, vista la natura delle falle chiuse, è di installare il tutto appena il sistema lo propone, senza rimandare all’infinito la notifica come capita spesso di fare.
Il quadro per Redmi e Poco
Il fatto che l’aggiornamento arrivi attraverso le build beta di HyperOS 4 spiega perché in questa fase la Cina sia il mercato più servito. Le versioni globali ed europee stanno però iniziando a muoversi, e lo stesso set di correzioni è destinato a raggiungere anche i terminali Redmi e Poco ancora fermi a HyperOS 3, che rappresentano una fetta consistente del parco installato.
Ogni modello riceve la propria build identificata da un numero specifico, elemento utile per capire se il pacchetto scaricato corrisponde effettivamente a quello di settembre. La lista dei dispositivi coinvolti si allunga progressivamente man mano che il rollout avanza, con nuovi terminali aggiunti nel giro di giorni.
Fonte: TecnoAndroid








