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Xiaomi ha deciso di rimettere mano a uno dei suoi accessori più economici per la casa, il termoigrometro che da anni circola nei carrelli di mezza Italia a poco più di 15 euro, e la novità principale del nuovo Mijia Smart Thermometer and Hygrometer 3 Pro è il monitoraggio della CO2, funzione che nella generazione precedente non c’era proprio. Il modello di riferimento era quello lanciato nel 2022, un oggetto piccolo, minimale, pensato per stare appeso al muro o appoggiato su una mensola senza dare fastidio a nessuno. Ora arriva la versione aggiornata, e il salto è più sostanziale di quanto suggerisca il nome.
La misurazione dell’anidride carbonica in casa è una di quelle cose a cui nessuno pensa finché non si ritrova con il mal di testa dopo tre ore in una stanza chiusa. Il nuovo sensore si affida a un componente Sensirion a bassa potenza, basato sulla conducibilità termica, che tiene sotto controllo in modo continuo la concentrazione di CO2 nell’ambiente. Non si limita a sputare un numero e via: accanto al valore numerico compare un indicatore a tre colori, verde, giallo e rosso, così da capire con un’occhiata se è il momento di aprire la finestra. Una scelta pratica, che evita all’utente di dover interpretare soglie e unità di misura.
Schermo più grande e lettura immediata

L’altro intervento riguarda il display. Xiaomi ha aumentato le dimensioni dello schermo, che diventa un LCD da 3,6 pollici con cornici più sottili rispetto al passato. Il risultato è una superficie utile più ampia, dove trovano posto data, giorno della settimana, ora, temperatura, umidità e appunto il livello di CO2. Tutte informazioni che convivono sullo stesso pannello, senza costringere a menu o combinazioni strane. Basta un tocco per passare rapidamente da un dato all’altro, una gestione volutamente elementare che si sposa bene con la natura del prodotto.
Vale la pena notare come il design resti fedele alla linea dei precedenti sensori Mijia, quella sobrietà un po’ anonima che ha fatto la fortuna della gamma. Nessuna rivoluzione estetica, quindi, ma un aggiornamento mirato dove serviva davvero, cioè sulla quantità di informazioni visibili in un colpo d’occhio e sulla leggibilità generale.
Connettività e automazioni con Mi Home
Sul fronte software il dispositivo sfrutta il sistema Xiaomi Surge Smart Connectivity. In pratica, collegando il sensore a un gateway Bluetooth Mesh, i dati raccolti vengono inviati all’app Mi Home e restano disponibili anche da remoto. È qui che l’accessorio smette di essere un semplice termometro digitale e diventa un tassello dell’ecosistema domestico: i valori rilevati possono infatti essere usati per costruire automazioni, mettendo in relazione temperatura, umidità e livello di CO2 con altri dispositivi collegati.
Il ragionamento dietro questa scelta è piuttosto lineare. Un sensore che costa poco e che può essere replicato in più stanze diventa la base per una rete di rilevamento capillare, con la possibilità di attivare purificatori, umidificatori o climatizzatori in funzione di quello che accade realmente nell’aria di casa. Il tutto senza dover investire cifre importanti in centraline dedicate, che tipicamente viaggiano su fasce di prezzo ben diverse.
Resta il posizionamento che ha reso popolare la serie, quello di un prodotto d’ingresso pensato per chi vuole iniziare a misurare qualcosa in casa propria senza complicarsi la vita. Con l’aggiunta del controllo della CO2, il termoigrometro Xiaomi copre ora un parametro che fino a ieri richiedeva strumenti separati e decisamente più costosi.








