In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Chi ha dato la voce inglese a Logan in Marvel’s Wolverine ha deciso di non scegliere un modello unico da seguire, e la cosa si sente. Liam McIntyre, chiamato da Insomniac Games a interpretare il mutante più ruvido della scuderia Marvel, ha raccontato di aver guardato praticamente a tutte le versioni precedenti del personaggio, senza puntare a imitarne nessuna in particolare. Una scelta che dice parecchio sul tipo di lavoro fatto in sala di doppiaggio.
Il gioco, va ricordato, non riprende una storia già vista ma propone una vicenda originale scritta dal team di Insomniac, con una nuova incarnazione di Logan al centro di tutto. Il personaggio resta il punto fermo, il baricentro attorno a cui ruota il resto, e questo rendeva il compito dell’interprete tutt’altro che semplice. Perché su Wolverine si sono già posate voci e volti che hanno lasciato il segno.
Le parole del doppiatore di Marvel’s Wolverine
Quando gli è stato chiesto quali interpretazioni passate avessero influenzato la sua, McIntyre non si è messo a fare distinguo. La risposta è stata secca: tutte quante. “Ognuna di esse”, ha dichiarato l’attore in un’intervista, spiegando di aver avuto davanti tanti maestri e tante interpretazioni memorabili, e di aver provato comunque a trovare una propria chiave di lettura del personaggio.
Nel discorso dell’attore compaiono tre nomi in particolare. Hugh Jackman, ovviamente, il volto cinematografico che per anni ha coinciso con l’idea stessa di Logan. Poi Cal Dodd, storica voce dell’animazione. E Steve Blum, altro interprete che ha segnato in profondità la percezione del personaggio nei videogiochi e nelle serie animate. Osservandoli, ha spiegato McIntyre, il ragionamento era sempre lo stesso: riconoscere cosa rende Wolverine tale, provare a coglierne l’essenza, senza però ridursi a una copia.
È una distinzione sottile ma pesante. Copiare sarebbe stato più comodo e probabilmente meno rischioso, considerando quanto il pubblico sia affezionato a certe inflessioni. L’attore ha però scelto la strada più faticosa, quella di scavare nel materiale a disposizione per capire cosa potesse funzionare nella propria voce e nel proprio modo di stare dentro una battuta.
Un lavoro costruito sulle spalle dei giganti
Il metodo descritto da McIntyre somiglia più a uno studio che a una semplice sessione di registrazione. L’attore ha parlato di un’analisi approfondita della storia del personaggio, delle sue vicende, e di una lettura attenta delle battute assegnate dal copione di Insomniac Games. L’obiettivo era individuare quali parti di sé potessero incastrarsi con quelle di Logan, quali sfumature personali potessero reggere il peso di un ruolo del genere. “È questo il bello della recitazione, no?”, ha commentato, aggiungendo che il senso del mestiere sta proprio nel costruire sulle spalle dei giganti. Una frase che riassume bene l’atteggiamento: rispetto per chi è venuto prima, ma nessuna intenzione di restare fermo lì.
Intorno al gioco, nel frattempo, si muovono anche discussioni decisamente più leggere. Le tracce olfattive che Logan può seguire durante l’esplorazione hanno fatto discutere per il loro aspetto, che a molti giocatori ha ricordato delle nuvolette poco eleganti, tanto che lo stesso studio ha dovuto rispondere alla questione. Dettagli che accompagnano l’uscita di un titolo molto atteso, dove però il cuore resta la costruzione del protagonista. La versione inglese di Marvel’s Wolverine, insomma, poggia su un’interpretazione che nasce dall’accumulo di riferimenti più che dalla scelta di uno solo, e Liam McIntyre lo ha ammesso senza troppi giri di parole.








