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Chi non ha un account WhatsApp potrebbe presto ritrovarsi comunque dentro una chiamata, aprendo semplicemente un link dal browser: è questa la direzione presa dagli sviluppatori, che stanno lavorando a una funzione pensata per allargare le conversazioni anche a chi l’app non l’ha mai installata. Nessun download, nessuna registrazione, nessun numero da verificare. Basta un indirizzo web e il gioco è fatto.
La logica non è del tutto nuova, va detto. Da qualche mese esiste già la possibilità di coinvolgere persone senza account nelle chat testuali, e ora lo stesso principio viene esteso alle chiamate vocali e video. Prima è toccato alla versione web, adesso il meccanismo si sta affacciando anche su iOS. La traccia è emersa all’interno della beta di WhatsApp per iOS numero 26.36.10.71, distribuita tramite TestFlight, dove la funzione risulta ancora in lavorazione e non attivabile nemmeno da chi partecipa al programma di test. Il funzionamento, però, si intuisce già con una certa chiarezza.
Come funziona il link di chiamata ospite
Dall’app per iPhone sarà possibile generare un link di chiamata ospite direttamente dalla scheda Chiamate, scegliendo se avviare una conversazione solo audio oppure in video. Una volta creato, quel link si può condividere dentro WhatsApp, copiare negli appunti o spedire con qualsiasi altra applicazione, dalla mail ai messaggi tradizionali. Chi lo riceve non deve fare altro che aprirlo con il browser e unirsi alla conversazione, anche senza avere un profilo attivo sulla piattaforma. Il sistema funziona pure con le chiamate di gruppo, quindi non è limitato al classico uno contro uno.
C’è un passaggio che non si può saltare, ed è probabilmente la parte più interessante dal punto di vista della sicurezza. Chi entra come ospite deve ricevere l’approvazione esplicita dell’organizzatore prima di accedere. Non è un’impostazione facoltativa da attivare o disattivare a piacimento, come invece accade per gli utenti dotati di account: qui l’autorizzazione è obbligatoria e basta. La ragione è piuttosto intuitiva, dato che un link può facilmente finire nelle mani sbagliate, girare in chat di gruppo o essere inoltrato a persone che l’host non aveva minimamente in mente di coinvolgere.
Crittografia garantita anche per chi resta fuori dall’app
Sul fronte della privacy, la crittografia end to end continua a valere anche per i partecipanti esterni. Il procedimento tecnico però cambia leggermente rispetto a una chiamata tradizionale. Di norma la chiave di cifratura viene costruita a partire dall’account dell’utente, mentre in questo caso viene generata partendo dalla sessione del browser utilizzata per collegarsi. Il risultato pratico resta lo stesso: nessuno all’infuori dei partecipanti può mettere le mani sul contenuto della conversazione, account o non account.
L’utilità concreta è abbastanza evidente. Non tutti usano WhatsApp, e fino a oggi la presenza di una singola persona sprovvista dell’app costringeva tutto il gruppo a migrare su un altro servizio per riuscire a parlarsi. Con questa novità la comunicazione resta dove già si trova, senza compromessi e senza installazioni improvvisate all’ultimo minuto. E c’è anche un tornaconto non dichiarato ma piuttosto trasparente per la piattaforma, visto che chi sperimenta una chiamata come ospite potrebbe poi decidere di crearsi un profilo vero e proprio dopo aver provato il servizio.
Sulla data di rilascio non ci sono indicazioni precise. Trattandosi di una funzione in fase di sviluppo attivo, l’ipotesi più sensata è che compaia in uno dei prossimi aggiornamenti dell’app per iOS, senza però che esista al momento un calendario ufficiale. Nel frattempo il lavoro sulla piattaforma procede su più fronti, con un altro cantiere aperto dedicato a un hub pensato appositamente per la gestione degli eventi.








