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Tredici nuovi modelli entro il 2030: è questo il numero con cui Volvo ha deciso di rimettere mano alla propria gamma, annunciando quello che a Göteborg viene descritto come il piano prodotto più ampio mai messo in cantiere dalla casa svedese. Non solo auto nuove, però. Dietro l’elenco dei futuri lanci c’è un ragionamento più profondo, che tocca il modo stesso in cui il marchio intende presentarsi nei diversi continenti. Sette vetture andranno ai mercati occidentali, sei verranno pensate su misura per la Cina, con un legame ancora più stretto con Geely. L’obiettivo dichiarato è allargare il bacino di clienti, far ripartire le vendite e sistemare i conti.
La scelta di spezzare la gamma in due filoni geografici è la parte più interessante di tutta la faccenda. Per anni l’idea di un catalogo identico da Stoccolma a Shanghai è stata quasi un dogma, oggi molto meno. Normative diverse, dazi, tecnologie disponibili in un posto e non nell’altro, gusti dei clienti che divergono: tutto questo ha spinto verso una regionalizzazione dell’offerta.
Piattaforme diverse per mercati diversi
I sette modelli destinati all’Europa e agli altri mercati occidentali nasceranno sulle architetture SPA2 e SPA3, le stesse che stanno già sotto la pelle di EX90 ed ES90 nel primo caso e della nuova EX60 nel secondo. A bordo troveranno la piattaforma informatica HuginCore, che diventa il cuore elettronico della nuova generazione. Sfruttare basi tecniche già pagate e collaudate serve anche a un secondo scopo, meno romantico ma decisivo: tenere sotto controllo gli investimenti, che con architetture completamente inedite sarebbero stati un’altra cosa.
Per la Cina il discorso cambia. Le sei vetture previste verranno sviluppate insieme a Geely, su piattaforme condivise e con tecnologie pensate per il mercato locale. Meno tempo, meno costi, prodotti più tarati sulle abitudini di chi li compra. Secondo Volvo questa doppia velocità non è un compromesso ma un vantaggio competitivo vero, in un settore dove barriere commerciali e restrizioni tecnologiche pesano ormai quanto il design o le prestazioni.
Elettrico raddoppiato, ibrido non archiviato
Sarebbe sbagliato leggere il piano come una marcia trionfale verso la sola batteria. Volvo vuole raddoppiare la propria quota nel segmento delle auto elettriche, questo sì, ma nel frattempo lavora a una nuova generazione di sistemi ibridi destinata a chi, semplicemente, non è ancora pronto a mollare del tutto il motore termico. Un passo indietro rispetto agli annunci del 2021, quando il marchio si era impegnato a diventare esclusivamente elettrico entro il 2030. Quell’obiettivo era già stato ritoccato nel 2024, quando la domanda reale e le condizioni di mercato hanno imposto una revisione.
La transizione si vede già nei modelli su strada. EX60, SUV elettrico di taglia media, è uno dei pilastri della nuova ondata, mentre EX90 ed ES90 hanno portato al debutto l’architettura SPA2. Sul fronte opposto sono arrivate le versioni ibride aggiornate di XC60 e XC90, con più chilometri percorribili in modalità elettrica. Un segnale abbastanza chiaro di come l’ibrido venga considerato una tecnologia complementare, non un residuo del passato da smaltire in fretta.
I numeri che contano davvero
Il piano non è un esercizio di immagine. Volvo punta a raddoppiare la propria quota di mercato e, guardando più lontano, a portare il margine operativo EBIT oltre l’8%, partendo dal 3,5% registrato nel 2025. Un salto notevole, che passa anche dagli investimenti già messi a terra sulle piattaforme tecnologiche e industriali.
Qui entra in gioco di nuovo Geely, il cui ruolo sul fronte dei costi sarà tutt’altro che marginale. La casa svedese ha già avviato un piano di interventi da 18 miliardi di corone svedesi e intende spingere sulle sinergie con il gruppo cinese, condividendo più componenti e più tecnologie. Il risultato finale dovrebbe essere una Volvo più elettrificata ma anche più elastica nella gamma, tecnologicamente più intrecciata con il partner e insieme più differenziata a seconda dell’area geografica. Nomi e caratteristiche delle tredici vetture verranno svelati poco alla volta, fino al 2030.
Fonte: TecnoAndroid








