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I cyberattacchi di Stato entrano ufficialmente nel perimetro delle operazioni consentite al Governo degli Stati Uniti, e non per via indiretta o con formule ambigue: un comunicato diffuso dalla Casa Bianca conferma la firma da parte di Donald Trump di un memorandum che autorizza le istituzioni americane a collaborare con aziende private per colpire obiettivi esteri con strumenti informatici. È una notizia che rischia di scivolare tra le pieghe dell’attualità, eppure le ripercussioni su scala internazionale potrebbero rivelarsi enormi.
Che le istituzioni abbiano un ruolo nelle violazioni informatiche non è certo una novità. Ne si è scritto molte volte, spesso raccontando campagne attribuite a gruppi criminali che operano con la copertura, più o meno dichiarata, delle autorità di Paesi come Russia e Corea del Nord. La differenza, questa volta, sta nella forma: mai era arrivato un documento che mettesse nero su bianco una possibilità del genere.
Cosa prevede il memorandum firmato da Trump
Il testo colloca gli Stati Uniti nella condizione di poter condurre attacchi informatici quando risultino giustificati da esigenze legate alla sicurezza nazionale. Ed è proprio qui che si apre la questione più spinosa, perché quel concetto resta labile, elastico, interpretabile a seconda del momento politico e di chi lo interpreta. Le operazioni potranno essere portate avanti direttamente oppure semplicemente supervisionate, sempre in collaborazione con soggetti privati. I nomi delle società coinvolte, però, non sono stati resi noti.
Sul piano operativo, la firma del memorandum porterà alla nascita di un nuovo programma all’interno del Dipartimento per la Sicurezza Interna, gestito in coordinamento con il Dipartimento della Giustizia. Una struttura pensata per dare cornice istituzionale a un’attività che, fino a oggi, viveva in una zona grigia fatta di smentite di rito e attribuzioni mai confermate del tutto.
Sorveglianza e criteri di selezione degli obiettivi
Il documento non si limita alla parte offensiva. Prevede infatti che i partner possano condurre anche operazioni di sorveglianza nei confronti di organizzazioni criminali transnazionali straniere attive nel settore informatico. Anche in questo passaggio, il nodo vero non riguarda tanto lo strumento quanto i criteri: quali parametri verranno usati per decidere chi finisce nell’elenco delle realtà da colpire, e chi invece in quello dei soggetti semplicemente da tenere sotto osservazione. Una distinzione che, sulla carta, può sembrare tecnica. Nella pratica, cambia tutto.
Perché la formula delle organizzazioni criminali transnazionali è ampia per costruzione. Comprende reti dedite al cybercrime, certo, ma la classificazione dipende in ultima istanza da una valutazione politica, non da un algoritmo neutro. E quando la valutazione è politica, il margine di discrezionalità si allarga.
I timori sui diritti civili
Le perplessità sollevate da una decisione di questo tipo appaiono del tutto legittime, soprattutto guardando al contesto attuale, sia interno agli Stati Uniti sia su scala globale. Dopo quanto accaduto nell’ultimo anno con l’attività dell’ICE, l’agenzia federale che si occupa di immigrazione e dogane, una parte consistente dell’opinione pubblica americana teme che un’iniziativa simile possa tradursi in un aumento del controllo e in una compressione dei diritti civili.
Il timore, in fondo, è semplice: uno strumento nato per colpire all’esterno può cambiare direzione. La cooperazione con aziende private aggiunge un ulteriore livello di opacità, perché sposta parte della capacità operativa fuori dal perimetro delle agenzie pubbliche, dove le catene di responsabilità sono più difficili da ricostruire e la trasparenza dipende in larga misura dalla buona volontà di chi partecipa.
Resta il fatto che, con la firma di questo memorandum, la guerra cibernetica perde una parte della sua ambiguità di facciata. Fino a ora ogni attore coinvolto poteva contare sulla negazione plausibile, sulla possibilità di dire che no, quell’intrusione non era opera di apparati statali. Washington ha scelto un’altra strada, mettendo per iscritto ciò che in molti sospettavano da tempo. Il memorandum è stato firmato e reso pubblico il 13 agosto 2026.










