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Mac mini M6 e M5 Pro ufficiali: ecco prezzi e data di uscita

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Apple ha presentato il nuovo Mac mini, e stavolta l’aggiornamento va ben oltre il ritocco di facciata: il piccolo desktop arriva in due configurazioni, una con il chip M6 e una con M5 Pro pensata per chi lavora davvero pesante. I preordini sono partiti il 25 agosto, mentre le prime consegne sono fissate per il 22 settembre. Il prezzo di ingresso è di 1.079 euro per la variante M6, che salgono a 2.029 euro per quella M5 Pro, cifre allineate ai rincari che negli ultimi mesi hanno toccato buona parte del listino Apple.

Il cuore della versione base è un processore con CPU a 12 core, due in più rispetto a quanto offriva M4, che secondo Apple firma la prestazione single thread più veloce al mondo. Accanto c’è una GPU a 12 core, e qui sta la novità grossa per la famiglia Mac mini: ogni core integra i Neural Accelerators. Tradotto in pratica, l’elaborazione delle attività di intelligenza artificiale arriva a essere fino a 4 volte più rapida rispetto a M4, con grafica e archiviazione che raddoppiano il passo.

Il nodo a 2 nanometri cambia le carte in tavola

Mac mini M6 e M5 Pro ufficiali: ecco prezzi e data di uscita

Il passaggio al processo produttivo a 2 nanometri non è una riga da scheda tecnica da leggere di sfuggita. Più transistor nello stesso spazio significano più potenza a parità di consumi, e i numeri portati da Apple raccontano bene la storia: l’elaborazione dei prompt LLM in LM Studio risulta fino a 4,8 volte più veloce rispetto a M4 e fino a 13,5 volte rispetto al vecchio Mac mini con M1. Anche il gaming ne guadagna, visto che il ray tracing in Cyberpunk 2077 gira 2 volte più velocemente rispetto alla generazione precedente.

La memoria unificata parte da 16 GB e si può configurare fino a 32 GB, con una banda di 170 GB/s. Johny Srouji, chief hardware officer di Apple, ha spiegato che “con un CPU e una grafica più potenti, Neural Accelerators nella GPU e una maggiore banda di memoria, Mac mini con M6 offre un livello completamente nuovo di prestazioni AI”.

La configurazione con M5 Pro è quella che alza l’asticella nel segmento dei desktop compatti: fino a 18 core CPU e 20 core GPU con Neural Accelerators, ray tracing di terza generazione e supporto fino a 64 GB di memoria unificata con 307 GB/s di banda. Materiale sufficiente per far girare modelli AI locali di grandi dimensioni, gestire scene 3D complesse o montare file ProRes RAW senza singhiozzi. Sul versante intelligenza artificiale, i prompt LLM vengono elaborati fino a 4 volte più rapidamente rispetto a M4 Pro e fino a 8,5 volte rispetto a M2 Pro, mentre il rendering con ray tracing in Blender guadagna un fattore 1,4 sul confronto con M4 Pro.

Porte, connettività e il software che arriva a bordo

Mac mini M6 e M5 Pro ufficiali: ecco prezzi e data di uscita

Entrambe le versioni portano in dote Wi-Fi 7, Bluetooth 6 ed Ethernet da 2,5 Gb, con la possibilità di salire a 10 Gb. Cambia invece la dotazione sul retro: tre porte Thunderbolt 4 per il modello M6, tre Thunderbolt 5 per M5 Pro, che tra le altre cose consentono di collegare più Mac mini fra loro per far girare modelli AI di grandi dimensioni interamente in locale. Davanti si trovano due porte USB-C con USB 3 e un jack per cuffie ad alta impedenza.

Chi lavora nella produzione video troverà interessante il supporto genlock via USB-C, pensato per sincronizzare con precisione display e fotocamera, iPhone 17 Pro compreso. Lato software, la macchina esce di fabbrica con macOS 27 Golden Gate e la nuova Siri AI, un assistente ricostruito da zero, integrato in Spotlight e nei menu contestuali di sistema, capace di pescare dal contesto personale tra messaggi, email e foto. Completa il quadro la Visual Intelligence, richiamabile con una scorciatoia da tastiera per interrogare Siri su quello che compare a schermo. Almeno all’inizio, però, Siri AI parlerà solo inglese, con le altre lingue in arrivo più avanti, e l’Italia rientra tra i mercati che dovranno aspettare per le funzioni più avanzate.

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