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Tempesta Austen, minimo sotto i 950 hPa: record per settembre?

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La tempesta Austen si prepara a colpire l’Europa occidentale e punta soprattutto sulle coste di Irlanda e Regno Unito, dove dopo una fase di caldo anomalo è atteso un deciso peggioramento del tempo. Si tratta del primo evento della stagione delle tempeste 2026/27, che come ogni anno è partita ufficialmente il 1° settembre. È questa infatti la data scelta dal Met Office britannico, da Met Éireann in Irlanda e dal KNMI olandese, perché coincide con l’inizio dell’autunno meteorologico. Il calendario dei tre servizi nazionali segue quindi la stagione fredda e non quella astronomica, e la tempesta Austen apre ora la lista dei nomi di quest’anno.

Il nome ha un’origine precisa. È stato scelto in onore di Austen Nagle, primo direttore dell’Irish Meteorological Service, figura che ha segnato la storia della meteorologia irlandese. Un omaggio che quest‘anno va a una perturbazione tutt’altro che banale, a giudicare dai numeri che circolano in queste ore.

Un minimo di pressione da record per settembre

Quello in arrivo è un ciclone extratropicale con un minimo barico stimato sotto i 950 hPa. Detto in modo semplice, più la pressione al centro di una perturbazione scende e più il sistema tende a essere intenso, con venti forti e piogge abbondanti. Se il valore venisse confermato si parlerebbe di un vero e proprio record per il mese di settembre, un periodo dell’anno in cui depressioni così profonde non sono affatto comuni.

Nei prossimi giorni il vento soffierà in modo molto sostenuto e le raffiche più forti riguarderanno in particolare il Regno Unito. Insieme alle correnti arriveranno anche piogge particolarmente intense, capaci di cambiare in poco tempo il volto di un inizio di stagione che fino a ora era stato decisamente mite. Il passaggio dal caldo al maltempo, per le isole britanniche, sarà quindi piuttosto brusco.

La situazione appare molto diversa più a sud. In Italia e in altri Paesi europei continuerà infatti a dominare l’anticiclone subtropicale, che resiste alle nostre latitudini da ormai 4 mesi, cioè dalla sua prima comparsa stagionale. Mentre Londra e Dublino fanno i conti con vento e acqua, lungo la penisola il quadro resta quello di un’estate che non vuole saperne di chiudersi.

El Niño e un autunno che si annuncia movimentato

Dietro questa partenza così vivace potrebbe esserci anche la mano di El Niño. Il fenomeno si è formato la scorsa primavera nell’Oceano Pacifico equatoriale, tra la zona centrale e quella orientale, e secondo i meteorologi i primi effetti potrebbero rendere piuttosto agitati l’autunno e l’inverno delle isole britanniche. Le conseguenze di El Niño non restano confinate al Pacifico ma si fanno sentire un po’ ovunque nel mondo, Europa compresa. A rendere il quadro più delicato contribuisce il cambiamento climatico, che tende ad amplificarne ulteriormente la portata.

Sul punto è intervenuto Grahame Madge, portavoce del Met Office, che ha spiegato come El Niño sia ancora in fase di sviluppo nel Pacifico tropicale. “Si prevede che El Niño porterà condizioni meteorologiche più umide e ventose nel Regno Unito durante l’autunno e l’inizio dell’inverno”, ha dichiarato. Una previsione che, alla luce dell’arrivo della tempesta Austen proprio in apertura di stagione, fotografa bene quello che i britannici potrebbero dover affrontare nei prossimi mesi, con un clima più piovoso e ventoso rispetto alla media.

Fonte: TecnoAndroid

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