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Stellantis brevetta il supercondensatore in stile Lamborghini: +13% di potenza

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Un supercondensatore ad alta tensione è il cuore della soluzione tecnica su cui Stellantis sta lavorando per le sue future auto elettriche e ibride, una tecnologia che promette un colpo di potenza extra fino al 13% per pochi secondi. Roba da Formula E, tradotta però in qualcosa di utilizzabile tutti i giorni. L’idea di fondo è semplice da spiegare anche a chi non mastica ingegneria elettrica: accanto alla batteria principale c’è un secondo serbatoio di energia, molto più piccolo, capace di caricarsi e scaricarsi quasi in un istante. Niente reazioni chimiche lente, solo energia pronta all’uso quando il piede destro la chiede.

Il riferimento più immediato porta a Sant’Agata Bolognese. La Lamborghini Sián FKP 37 aveva già mostrato cosa può fare un supercondensatore montato su una vettura ibrida, con quella spinta supplementare che dura pochissimo ma si sente tutta. Le ibride tradizionali si affidano a batterie agli ioni di litio pesanti e con una scarica relativamente lenta, mentre il supercondensatore accumula e rilascia energia praticamente all’istante. Il gruppo guidato da Filosa vuole portare la stessa filosofia su vetture destinate a un pubblico ben più ampio, con lo sguardo puntato soprattutto sul mercato americano.

Dodge e SRT, il futuro delle muscle car passa da qui

La novità potrebbe finire sui prossimi modelli Dodge e SRT, e non serve spiegare cosa significhi il marchio Dodge dall’altra parte dell’oceano. La Challenger è un’istituzione, sta nei garage di Snoop Dogg, Billie Eilish e Arnold Schwarzenegger, ha uno stile aggressivo che non passa inosservato e ha fatto sognare generazioni intere negli ultimi 60 anni. Ci ha messo del suo anche il cinema, con Vin Diesel e Paul Walker che l’hanno guidata nella saga di Fast & Furious trasformandola in un manifesto di potenza a stelle e strisce.

Per i puristi l’idea di una Challenger elettrica resta un’eresia bella e buona. Stellantis però prova a rendere la faccenda quantomeno interessante, e la strada scelta non è quella già battuta da altri. Modalità boost e launch control esistono da anni su parecchie elettriche, ma il brevetto del gruppo nato dalla fusione tra PSA e FCA descrive qualcosa di diverso: un secondo sistema di accumulo dedicato, pensato solo per erogare energia in modo repentino. Normalmente una parte delle prestazioni viene tenuta di riserva per non stressare troppo batteria e componenti elettrici, qui invece l’obiettivo dichiarato è spremere ogni singolo cavallo disponibile.

Come funziona il boost da 900 volt

I numeri del brevetto raccontano un’architettura elettrica a 800 volt affiancata da un supercondensatore che lavora a circa 900 volt. La differenza di tensione permette di scaricare energia verso i motori con grande rapidità, ed è proprio questo il trucco che garantisce quel 13% di potenza in più per pochi secondi. Una spinta brutale, breve, pensata per il sorpasso o per la partenza da fermo.

C’è poi un dettaglio interessante sulla ricarica di questo accumulatore aggiuntivo. I tecnici hanno pensato di sfruttare l’energia recuperata in frenata per riempire rapidamente il supercondensatore, senza andare a prelevare direttamente dalla batteria principale. In pratica il sistema si autoalimenta durante la guida sportiva, con il recupero in frenata che diventa la fonte del boost successivo. L’attivazione potrebbe essere automatica oppure affidata a un tasto specifico sul volante o sulla consolle.

Le future muscle car elettriche di Dodge, secondo quanto emerge, dovrebbero già partire da una potenza elevata nella guida normale, tenendo il supercondensatore come arma da tirare fuori al momento giusto. Non è l’unico fronte aperto: lo stesso brevetto mostra che SRT sta studiando altre soluzioni orientate alle prestazioni, tra cui un sistema chiamato eBoost basato su un turbocompressore elettrico progettato per ridurre il turbo lag. Quando e se queste tecnologie arriveranno sulle strade è ancora tutto da capire, visto che dal deposito di un brevetto alla produzione in serie il percorso può essere lungo.

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