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Xiaomi 18 Fold è il nuovo pieghevole basso e larghissimo che arriva sul mercato proprio nella settimana in cui anche Apple dovrebbe muoversi nella stessa direzione, e le prime impressioni raccolte dietro le porte chiuse dell’IFA raccontano di un dispositivo che somiglia tantissimo al Galaxy Z Fold 8 di Samsung, con una differenza sostanziale sul piano delle specifiche. Superiori, secondo chi lo ha maneggiato. Tanto da far pensare a molti che sia il telefono che Samsung avrebbe dovuto costruire.
Il punto è tutto qui, in fondo. La forma del pieghevole a libro sta cambiando, e il cambiamento non riguarda più la piega o la cerniera ma le proporzioni. Corti, larghi, più simili a un piccolo taccuino che a un telecomando. Huawei ci è arrivata prima, Samsung ha seguito, e ora Xiaomi spinge il concetto un po’ più in là.
Un pieghevole più corto e più largo di quello Samsung
18 Fold è il primo pieghevole a libro di Xiaomi dopo Mix Fold 4, arrivato nel 2024, e segna una discontinuità netta rispetto al passato. Il corpo è sia più corto sia più largo di quello del rivale coreano, con un rapporto di forma di circa 1.4:1 che si mantiene identico su entrambi gli schermi. Il display interno misura 7.58 pollici, quello esterno 5.38 pollici. Numeri che, letti così, dicono poco. Nella mano, invece, cambiano la sensazione: chiuso il telefono è largo abbastanza da rendere la digitazione con i pollici più naturale, aperto assomiglia a un quaderno quadrato più che a una tavoletta allungata.
È una scelta di design che divide, va detto. Chi ha usato i pieghevoli della prima e della seconda generazione ricorda quelle scocche strette e alte, comodissime da tenere in tasca e meno da usare a schermo chiuso. Il formato squadrato ribalta la logica. E la sensazione, provando Xiaomi 18 Fold accanto al modello Samsung, è quella di due prodotti cugini che hanno interpretato lo stesso brief in modo diverso, con la casa cinese che ha calcato la mano sulle proporzioni.
La partita si gioca sulle specifiche
Somiglianze nell’aspetto e nel feeling, quindi, ma non nella sostanza. Il vantaggio rivendicato da Xiaomi sta nella scheda tecnica, e proprio questo è l’elemento che ha colpito chi ha provato il dispositivo all’IFA. Nel confronto diretto con Galaxy Z Fold 8 il pieghevole cinese esce con la sensazione di offrire più potenza a parità di formato, che nel segmento dei foldable non è un dettaglio marginale: per anni la piega ha imposto compromessi su batteria, dissipazione e fotocamere, e ogni recupero di terreno su quel fronte pesa.
Il tempismo dell’annuncio, poi, racconta qualcosa del momento che sta vivendo la categoria. Nella stessa settimana in cui Xiaomi mostra il suo modello, anche Apple è attesa con un dispositivo pieghevole. Significa che il formato corto e largo, nato come esperimento, sta diventando lo standard di riferimento di una generazione intera di prodotti. Non più una nicchia per appassionati disposti a pagare cifre importanti per una novità, ma un filone su cui i tre nomi più grandi del mercato mondiale stanno convergendo quasi in contemporanea.








