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La nuova piattaforma Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 è pronta a diventare il motore di parecchi smartphone top di gamma attesi a breve sul mercato. Diversi produttori hanno infatti già confermato che la monteranno sui loro prossimi modelli di fascia alta, e il primo nome è già ufficiale. Si tratta di un passaggio importante per chi segue il settore, perché questa variante rappresenta la punta di diamante dell’intera famiglia e punta dritta alle prestazioni più elevate oggi disponibili su un dispositivo mobile.
Il chip è stato pensato per offrire il massimo sotto tutti i fronti che contano davvero, cioè CPU, GPU e NPU. Tradotto in termini pratici significa più potenza di calcolo per le app, una grafica più fluida nei giochi e una gestione più rapida delle funzioni legate all’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è reggere senza fatica i carichi di lavoro più pesanti, quelli che mettono sotto sforzo anche i telefoni più costosi.
A giocare d’anticipo sulla concorrenza è stata Xiaomi, che ha presentato il suo nuovo modello di punta appena due giorni fa insieme al fratello minore Pro. Quest’ultimo però si affida alla variante standard, ovvero la Elite Gen 6, lasciando la versione Extreme al modello più ambizioso della gamma. E non finirà qui, perché altri dispositivi con lo stesso processore arriveranno nelle prossime settimane, in un elenco destinato ad allungarsi parecchio.
Xiaomi 18 Pro Max apre la strada al nuovo chip
Il primo telefono a sfruttare il processore è quindi Xiaomi 18 Pro Max, già annunciato in Cina e ormai vicino al debutto anche in Europa. Il nuovo flagship si distingue subito per il pannello frontale, un display OLED da 6,9 pollici che integra una soluzione hardware dedicata alla privacy. Il sistema limita gli angoli di visione laterali, così chi sta seduto accanto fa molta più fatica a sbirciare lo schermo, una comodità non da poco in metropolitana o in ufficio.
La vera particolarità però si trova sul retro. Qui Xiaomi ha inserito un secondo schermo da 2,9 pollici, pensato per mostrare notifiche, giochi e card. Queste ultime possono persino essere create con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, un dettaglio che rende il pannello posteriore qualcosa di più di un semplice elemento estetico. Per Xiaomi 18 Pro Max si tratta quindi di un modo concreto per differenziarsi dagli altri top di gamma, che raramente puntano su una doppia superficie visiva di questo tipo.
Batteria enorme e fotocamere firmate Leica
Sul fronte dell’autonomia il nuovo smartphone cinese non scherza affatto. A bordo c’è una generosa batteria da 8.500 mAh con tecnologia al silicio carbonio, una capacità che fino a poco tempo fa sembrava impensabile su un telefono di queste dimensioni. La ricarica cablata arriva a 100W, quella wireless tocca i 50W e non manca nemmeno la ricarica inversa via cavo a 27W, utile per dare energia al volo ad auricolari, smartwatch o a un altro dispositivo rimasto a secco.
Il comparto fotografico nasce dalla collaborazione con Leica e mette in fila tre sensori posteriori di tutto rispetto. La fotocamera principale è da 200MP e sfrutta il sensore Light Hunter 960, affiancata da un modulo ultra grandangolare da 50MP. Completa il trio una seconda unità da 200MP, questa volta un teleobiettivo periscopico capace di garantire uno zoom ottico fino a 3,2x.
Fonte: TecnoAndroid








