In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Capita a chiunque di dover trovare lo smartphone smarrito in casa, e il rimedio più rapido non richiede né un secondo dispositivo né qualcuno che chiami il numero: basta un comando vocale e un timer da un secondo. Sembra banale, e lo è. Ma funziona quasi sempre, anche quando il telefono è finito sotto un cuscino del divano o è stato appoggiato distrattamente in cucina durante il solito tragitto divano frigo. Succede con una frequenza imbarazzante, soprattutto quando gli anni cominciano a farsi sentire e la memoria di dove si è posato l’oggetto dura giusto qualche secondo. Le varianti del disastro sono sempre le stesse. A volte il telefono viene inghiottito dal divano, altre volte finisce in un punto insolito e lì resta, altre ancora ci si mette pure il gatto che lo scambia per un cuscino e ci si accomoda sopra. Il risultato non cambia: si gira per casa a vuoto, con quella sensazione fastidiosa di aver perso qualcosa che fino a tre minuti prima si aveva in mano.
Come funziona il trucco del timer con i comandi vocali
Il metodo è alla portata di tutti e sfrutta i comandi vocali già integrati in qualsiasi telefono moderno. Su Android con i servizi Google basta pronunciare a voce alta “OK Google, timer 1 secondo”. Su iPhone la formula è praticamente identica, cambia solo l’assistente: “Hey Siri, timer 1 secondo”. Un secondo dopo il telefono inizia a suonare e il gioco è fatto. Il punto di forza sta proprio nella scelta del timer al posto di altre soluzioni. Sveglie e timer, infatti, scavalcano le impostazioni di silenzioso e di non disturbare, quindi non c’è il rischio che il dispositivo resti muto proprio nel momento del bisogno. È una garanzia quasi totale: il telefono farà rumore, e a quel punto localizzarlo diventa questione di pochi passi.
Praticamente tutti gli smartphone oggi in commercio supportano il riconoscimento vocale, e lo fanno anche piuttosto bene. La distanza utile si aggira sui 4 o 5 metri: stando in quel raggio, ci sono ottime probabilità che il comando venga recepito senza problemi. Se al primo tentativo non succede nulla, la soluzione più semplice è spostarsi in un’altra stanza e riprovare, procedendo per esclusione fino a quando l’audio non parte.
Perché conviene più delle alternative classiche
Le strade tradizionali per ritrovare il telefono in casa esistono, ma sono tutte più macchinose. Chiamare il proprio numero implica avere sottomano un altro dispositivo o chiedere aiuto a qualcuno, e se il telefono è in modalità silenziosa la chiamata serve a poco. I servizi di localizzazione online richiedono un computer acceso, l’accesso all’account e qualche passaggio in più, il che ha senso quando il dispositivo è stato perso fuori casa, molto meno quando si trova a tre metri di distanza nascosto tra i cuscini.
Il timer vocale, invece, non ha bisogno di nulla. Solo della voce e della certezza che il telefono sia acceso da qualche parte nei paraggi. Nessuna app da installare, nessuna configurazione preventiva, nessun account da ricordare. Un comando, un suono, problema risolto.
C’è anche un effetto collaterale simpatico: una volta preso il vizio, il gesto diventa automatico. Niente più giri per le stanze a tastare divani e tasche di giacche appese, basta parlare ad alta voce e aspettare il trillo. Un piccolo riflesso condizionato che fa risparmiare parecchi minuti nell’arco di una settimana. Per chi invece sta valutando un cambio di dispositivo, Motorola Signature è disponibile da Unieuro a 793 euro, con un design tra i più curati della categoria.
Fonte: TecnoAndroid








