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‘è una funzione di Google Maps che quasi nessuno apre davvero, eppure può risparmiare parecchio tempo in coda: quella che permette di simulare il viaggio impostando l’orario di partenza o di arrivo, così da capire in anticipo quando conviene mettersi in strada. L’abitudine più diffusa è un’altra, cioè aprire l’app con le chiavi già in mano, dare un’occhiata veloce alle strisce rosse e sperare bene. Funziona, in parte. Ma resta una reazione al traffico che c’è in quel momento, non una scelta ragionata.
La differenza si sente soprattutto negli spostamenti di tutti i giorni, nel tragitto verso l’aeroporto o quando bisogna attraversare una zona notoriamente intasata. Perché il problema, spesso, non è la strada sbagliata. È l’orario sbagliato. Se si parte nel pieno di una fascia critica, l’app può proporre un percorso alternativo, certo, ma non può inventarsi strade libere dove non ce ne sono.
Come impostare l’ora di partenza e vedere cosa cambia
I passaggi sono pochi e si fanno in meno di un minuto. Su Android si apre Google Maps sullo smartphone, si cerca la destinazione, si tocca Indicazioni e si seleziona l’automobile come mezzo di trasporto. Da lì basta aprire il menu con i tre puntini in alto, scegliere Imposta ora di partenza o arrivo, poi Partenza, e indicare giorno e ora in cui si pensa di muoversi. Confermato l’orario, l’app restituisce una nuova stima della durata del viaggio calcolata sulle condizioni di traffico previste.
Il bello arriva dopo, quando si ripete l’operazione cambiando orario. Una partenza alle 8:30, una alle 9:00, una alle 9:30. Tre prove, tre stime diverse, e spesso una differenza che sorprende. Va detto che le diciture e la posizione esatta dei comandi possono variare leggermente a seconda della versione dell’app installata. C’è anche il calcolo inverso, che torna utile quando l’orario di arrivo non è negoziabile. Si parte allo stesso modo, ricerca della destinazione, Indicazioni, percorso in auto, menu con i tre puntini, Imposta ora di partenza o arrivo, ma questa volta si seleziona Arrivo. Si inserisce data e orario entro cui bisogna essere sul posto e Maps fornisce il riferimento su quando conviene uscire di casa. Un appuntamento alle 11:00 diventa così un punto fisso attorno a cui costruire il resto. Meglio comunque aggiungere un margine di sicurezza, soprattutto con voli, treni o impegni che non si possono spostare.
Venti minuti in più o in meno cambiano il viaggio
La funzione dà il meglio quando l’orario è flessibile. Ufficio con entrata elastica, una commissione, un centro commerciale, un appuntamento senza il cronometro puntato. In questi casi confrontare più fasce orarie ha senso eccome. A volte le differenze sono minime e tanto vale partire subito. Altre volte spostare la partenza di 20 o 30 minuti taglia in modo sensibile il tempo passato in auto.
È questo il punto interessante: invece di limitarsi a schivare una strada congestionata, con Google Maps si prova a schivare direttamente il momento peggiore della giornata.
Le previsioni restano previsioni
La stima basata sull’orario di partenza è pur sempre un calcolo su dati attesi, e non può sapere in anticipo cosa succederà davvero sull’asfalto. Per questo conviene fare un ultimo controllo poco prima di uscire, che richiede una manciata di secondi. Si apre l’app, si tocca l’icona Livelli, si seleziona Traffico e si guardano i colori lungo il tragitto. Poi si riaprono le indicazioni per verificare se nel frattempo Maps propone un itinerario diverso.
Questa verifica finale serve a intercettare i rallentamenti comparsi all’ultimo. Incidenti, lavori stradali, chiusure improvvise: basta poco per ribaltare uno scenario che fino a un’ora prima sembrava tranquillo. Il metodo, messo insieme, è semplice. Controllare il viaggio con qualche ora di anticipo, confrontare due o tre possibili orari di partenza e dare un’occhiata al traffico in tempo reale prima di infilare la chiave nel quadro. Per chi guida spesso, soprattutto nelle aree più congestionate, questa piccola modifica alle proprie abitudini rende più gestibile l’organizzazione degli spostamenti e riduce il rischio di ritrovarsi imbottigliati proprio nel momento sbagliato.
Fonte: TecnoAndroid








