Vai al contenuto
Offerte

Smartphone, negli USA vendite giù del 5%: crolla la fascia bassa

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Il crollo delle vendite di smartphone negli Stati Uniti nel secondo trimestre 2026 ha un numero preciso: 5% in meno su base annua. Un dato che arriva da Counterpoint Research e che mette in fila, finalmente con cifre alla mano, quello che si intuiva da mesi tra rincari delle memorie e modelli economici che sparivano dagli scaffali. Perché il calo non è distribuito in modo uniforme, tutt’altro. A pagare il conto più salato è la fascia bassa del mercato, quella dove i margini erano già ridotti all’osso.

Gli analisti parlano di una pressione arrivata da due direzioni contemporaneamente. Da un lato l’aumento dei prezzi di benzina e altri beni di consumo, legato ai conflitti in Medio Oriente, che ha eroso la quota di budget familiare destinata a smartphone ed elettronica. Dall’altro la crisi delle memorie RAM, alimentata dalla fame di componenti degli hyperscaler, che ha fatto lievitare i costi di produzione. E quando i costi salgono su un dispositivo venduto a poche decine di euro, il gioco smette di funzionare.

I grandi tengono, i piccoli affondano

I numeri raccontano una spaccatura netta. Le vendite complessive dei cosiddetti Big Four, ovvero Apple, Samsung, Motorola e Google, sono calate del 4% su base annua. Percentuale contenuta, considerando il contesto. Tutto il resto del mercato invece è crollato del 45%, con i produttori minori che non sono riusciti ad assorbire l’aumento dei prezzi dei componenti. Un divario impressionante, che spiega bene chi ha le spalle abbastanza larghe per attraversare una fase così. Va detto che il terreno era già instabile prima. I timori legati ai dazi e un mercato prepagato debole nel corso del 2025 avevano spinto diversi marchi a ridimensionare la presenza americana o a uscirne del tutto, come nel caso di HMD, che ha lasciato gli Stati Uniti l’anno scorso. La stretta su memoria e storage ha semplicemente accelerato un processo già in corso.

Il segmento sotto i 90 euro circa è quello che ha subito il colpo più violento, con un tonfo del 64% su base annua. Molti produttori hanno semplicemente smesso di spedire questi modelli, altri hanno alzato i listini per non lavorare in perdita. Gli smartphone white label brandizzati dagli operatori telefonici hanno registrato alcuni dei cali più pesanti, perché la distanza di prezzo rispetto ai modelli entry level di Samsung e Motorola si è assottigliata fino a diventare quasi irrilevante.

Galaxy A e Moto G diventano il nuovo pavimento del mercato

Il mercato prepagato statunitense ha perso l’11% su base annua nel trimestre, e nonostante questo Samsung e Motorola hanno aumentato la propria quota. Hanno raccolto, in sostanza, quello che altri hanno lasciato per strada. Gli operatori si sono appoggiati sempre più alla serie Galaxy A di Samsung e alla serie Moto G di Motorola per attirare chi cambia gestore, in un segmento che si sta riorganizzando velocemente.

Neanche loro però hanno potuto ignorare i costi. Motorola ha ritoccato al rialzo diversi modelli della gamma G nel secondo trimestre, mentre Samsung ha alzato il prezzo di Galaxy A17 di circa 45 euro a luglio. Effetto collaterale interessante: la fascia tra 180 e 270 euro, storicamente un buco nell’offerta americana, ha triplicato la propria quota di mercato su base annua, con i modelli più ricchi della serie G ora posizionati esattamente lì.

Cosa succede ai prezzi medi nel terzo trimestre

Le previsioni indicano prezzi medi di vendita ancora in salita nel terzo trimestre 2026, con Apple attesa a un aumento dei listini sulla serie iPhone 18. La stessa strada già percorsa da Google, che ha portato sul mercato la gamma Pixel 11 a cifre superiori rispetto al debutto dei Pixel 10 nell’agosto 2025.

Considerando che Apple storicamente copre oltre il 50% delle vendite di smartphone nel terzo trimestre, un ritocco sui modelli di punta si riflette immediatamente sui prezzi medi dell’intero mercato. Molto dipenderà dai sussidi degli operatori: il ciclo di aggiornamento previsto è robusto, e se i carrier continueranno a proporre questi dispositivi gratis o quasi, i volumi dovrebbero reggere. Sul fronte prepagato, invece, la concentrazione attorno a Motorola e Samsung sembra destinata ad aumentare, mentre la pressione sui margini degli altri produttori di fascia bassa si fa sempre più pesante.

Condividi:
56 Condivisioni