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Google ha scelto di riservare UFS 4.0 soltanto ai modelli con almeno 256GB di memoria interna. I Pixel10 e 10 Pro da 128GB restano quindi fermi allo standard UFS3.1. Una decisione che, pur consentendo di differenziare la gamma, rischia di scontentare chi non vuole o non può puntare sui tagli superiori.
Pixel 10 e UFS 4.0: cosa cambia davvero
La differenza tecnologica è notevole. L’UFS4.0 garantisce velocità di lettura e scrittura molto più elevate e un’efficienza energetica superiore. In pratica significa app che si aprono più rapidamente, caricamenti ridotti e una gestione ottimizzata dei file pesanti. I Pixel10 dotati di questo standard offriranno quindi un’esperienza d’uso complessiva più veloce e reattiva.
L’aggiornamento non riguarda solo la potenza immediata. Google ha introdotto anche il Zoned UFS (ZUFS), disponibile esclusivamente sui modelli Pixel 10 Pro da 512GB e 1TB. Il ZUFS organizza i dati in “zone” a seconda della tipologia e della frequenza di utilizzo. Secondo SK Hynix, produttore delle memorie, tale soluzione consente di avviare le app fino al 45% più velocemente e riduce il degrado delle performance del 40% nel tempo.
Il vantaggio è chiaro. Non parliamo solo di una maggiore velocità, ma anche di un miglioramento delle prestazioni. I Pixel 10 Pro più costosi diventano così i veri protagonisti per chi cerca il massimo in termini di affidabilità e durata. L’intenzione di Google è quindi quella di spingere gli utenti verso i tagli da 256GB o superiori per ottenere UFS 4.0, e verso i modelli Pro per accedere al ZUFS. Una politica già adottata da altri produttori, ma che potrebbe generare critiche tra chi preferiva una programmazione meno frammentata.








