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OpenAI e Samsung insieme sui chip IA di nuova generazione

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I chip IA di nuova generazione sono il terreno su cui OpenAI e Samsung Electronics stanno stringendo i tempi, con un lavoro congiunto che tocca sia la ricerca sia la produzione dei semiconduttori. Lo ha messo nero su bianco Harrison Kim, a capo di OpenAI Korea, durante una conferenza stampa a Seul, indicando proprio i nuovi processori come uno degli ambiti in cui la partnership avrebbe già portato risultati concreti. Dettagli tecnici, però, zero: il dirigente si è fermato lì.

La cosa interessante è il contesto. OpenAI continua a spingere sullo sviluppo di hardware proprio, con l’obiettivo dichiarato di dipendere meno dai fornitori tradizionali e di reggere una domanda di potenza di calcolo che cresce senza sosta. A giugno la società aveva presentato il suo primo chip personalizzato, battezzato Jalapeno e progettato insieme a Broadcom. Un processore pensato per l’inferenza, cioè quella fase in cui un sistema di intelligenza artificiale macina i dati per rispondere alle richieste di chi lo usa, esattamente ciò che accade ogni volta che qualcuno digita una domanda in ChatGPT.

Il ruolo di Samsung nella filiera dei semiconduttori

Per Jalapeno la produzione era stata affidata a TSMC. Ora, però, Samsung potrebbe ritagliarsi uno spazio più consistente nelle generazioni future. L’azienda sudcoreana non ha confermato nulla sui propri clienti, e gli aspetti specifici dell’accordo sui semiconduttori restano fuori dai radar. Quel che è certo è che OpenAI ha già costruito rapporti solidi con i grandi nomi della filiera coreana: Samsung e SK Hynix avevano firmato lettere d’intenti per fornire chip di memoria al progetto Stargate, l’iniziativa dedicata alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Non è un caso. I sistemi di intelligenza artificiale diventano ogni mese più complessi e affamati di memoria ad alte prestazioni, e questo trasforma i produttori sudcoreani in partner difficilmente sostituibili. Chi controlla la memoria, in questa fase, controlla una parte importante della catena.

ChatGPT dentro Samsung, e non solo

Il rapporto tra le due aziende non si esaurisce nei chip IA. Samsung sta allargando l’uso degli strumenti generativi anche al proprio interno, e secondo OpenAI rappresenta una delle più grandi implementazioni di ChatGPT su scala globale. I dipendenti, in Corea del Sud e negli altri mercati, lo userebbero per ricerca e sviluppo, marketing, vendite. La divisione Device eXperience aveva addirittura autorizzato internamente l’uso di ChatGPT, Gemini e Claude, senza esclusive.

Il fenomeno, del resto, va ben oltre i confini di un singolo gruppo. OpenAI sostiene che il numero di utenti di ChatGPT Enterprise presso aziende e istituzioni sudcoreane sia cresciuto di circa 28 volte entro la fine di agosto rispetto all’anno precedente. Un salto notevole, alimentato da organizzazioni che stanno estendendo questi strumenti a funzioni sempre più diverse: vendite, finanza, marketing, area legale, operazioni quotidiane. La Corea del Sud, va detto, era già uno dei mercati più rilevanti per l’azienda. I dati diffusi alla fine dello scorso anno la indicavano come il Paese con il maggior numero di abbonati paganti fuori dagli Stati Uniti. Un dato che spiega parecchio dell’attenzione riservata a Seul e del peso che la collaborazione con Samsung Electronics può assumere sul piano industriale.

Perché la partnership pesa

Guardando l’insieme, l’intesa lavora su due binari paralleli. Da un lato l’accesso a una delle filiere di semiconduttori più importanti al mondo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, elemento decisivo per chi progetta hardware su misura e ha bisogno di volumi enormi. Dall’altro il rafforzamento commerciale in un Paese dove l’adozione degli strumenti generativi corre più veloce che altrove. Nella foto diffusa durante l’annuncio compaiono Lee Jae-yong, Presidente Esecutivo di Samsung Electronics, e Sam Altman, Amministratore Delegato di OpenAI. Due nomi che raccontano da soli il livello a cui si sta giocando la partita dei chip per l’intelligenza artificiale, mentre il mercato dei processori per smartphone attraversa una fase complicata, con Snapdragon dietro a MediaTek e Samsung in crescita grazie a Exynos.

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