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OriginOS 7, Vivo punta su luce e ombra con Android 17

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Con OriginOS 7 Vivo ha scoperto le carte sulla prossima generazione della sua interfaccia, costruita attorno a un’idea piuttosto precisa: luce e ombra come materia prima dell’esperienza visiva. L’annuncio arriva direttamente dal produttore cinese, che ha già avviato la fase beta su una selezione di dispositivi in Cina, segnale abbastanza chiaro che l’aggiornamento non tarderà a farsi vedere anche sui mercati occidentali, Italia compresa. La base tecnica è Android 17, la veste grafica invece è tutta nuova.

A illustrare la filosofia del progetto è stato il direttore del prodotto software di Vivo, che ha riassunto il lavoro in quattro concetti cardine. Nessuno di questi riguarda funzioni inedite in senso stretto, il tema è piuttosto come il sistema si comporta sotto gli occhi di chi lo usa.

Un’interfaccia che reagisce come farebbe la luce vera

Il primo pilastro è la percezione. Gli elementi grafici smettono di essere semplici superfici statiche e iniziano a rispondere seguendo regole ottiche reali, adattandosi a quello che si trova sullo sfondo dello schermo. La luce virtuale che illumina icone, finestre e pannelli cambia in base al contesto visivo, un po’ come accade quando un raggio attraversa una stanza e si comporta in modo diverso a seconda di cosa incontra. È un dettaglio che sulla carta sembra minimo, nella pratica cambia la sensazione di profondità dell’intera interfaccia.

Il secondo punto riguarda l’intelligenza del sistema. Quando Blue V, l’assistente virtuale della casa, entra in funzione, gli effetti luminosi si modificano per accompagnare l’utente verso l’azione successiva. Tradotto: invece di riempire lo schermo di indicazioni scritte, il software usa la luce per guidare lo sguardo, rendendo più fluido il passaggio da un’operazione all’altra.

Terzo aspetto, quello interattivo. Ogni tocco e ogni scorrimento producono una risposta visiva coerente, con giochi di luce e ombra che si attivano in tempo reale. L’obiettivo dichiarato è far percepire il telefono come un oggetto vivo, qualcosa che reagisce fisicamente al contatto, non come un pannello digitale che si limita a eseguire comandi.

Il quarto elemento è la componente emotiva, che si traduce in atmosfere luminose personalizzabili. Chi vuole può modellare l’aspetto del proprio smartphone scegliendo combinazioni di luce e ombra in linea con il proprio gusto, senza dover accettare un’estetica preconfezionata. Una direzione che Vivo insegue da qualche generazione e che con OriginOS 7 trova una forma più organica.

Quando arriverà la beta fuori dalla Cina

Sui tempi, per ora, il produttore non si sbilancia: nessuna data ufficiale per il rilascio internazionale. La fase di test nel mercato interno è partita a luglio, quando l’azienda ha aperto le iscrizioni ai beta tester cinesi, e da lì in avanti il calendario si può solo stimare guardando ai precedenti. Le abitudini di Vivo con gli aggiornamenti passati suggeriscono uno schema abbastanza regolare: la versione globale tende ad arrivare circa due mesi dopo l’avvio della beta cinese. Se il copione dovesse ripetersi, gli utenti europei, Italia inclusa, potrebbero mettere le mani sulla nuova interfaccia entro l’autunno. Un margine che lascia spazio a qualche slittamento, perché il passaggio dalla versione domestica a quella internazionale comporta sempre un lavoro di adattamento su app, servizi e localizzazioni.

Resta il fatto che la beta cinese è già in circolazione su un gruppo selezionato di dispositivi, e questo di solito è il momento in cui iniziano a filtrare i primi dettagli concreti su prestazioni e stabilità. Per il rilascio globale di OriginOS 7 il quadro si comporrà con l’avvicinarsi della stagione autunnale, quando Vivo dovrebbe comunicare l’elenco dei modelli coinvolti e le tempistiche per ciascuno di essi.

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