Poche persone avrebbero scommesso su questo, eppure le celebri Frutti del Diavolo di One Piece devono la loro esistenza a un manga che gira per il Giappone da oltre mezzo secolo. Eiichiro Oda, il papà della saga, ha sempre pescato ispirazione un po’ ovunque per costruire il suo mondo. Da ‘Dragon Ball’ a ‘Vicky il Vichingo’, i riferimenti non mancano di certo. Ma pochi immaginavano che tra le sue fonti ci fosse anche un gattino robot arrivato dal futuro.
All’inizio, con tutta probabilità, Oda non aveva la minima idea di quanto sarebbero diventate centrali queste frutta magiche, né che le avrebbe divise in categorie ben precise. Eppure erano lì fin dalla prima pagina, quando Luffy addenta la Frutta Gom Gom dando il via a una storia che ormai supera i mille capitoli. L’idea, però, non è spuntata dal nulla. È arrivata guardando Doraemon.
Doraemon, il gatto robot che ha ispirato i poteri in One Piece
Doraemon nasce nel 1969 dalla penna del duo Fujiko F. Fujio e arriva fino al 1996, per un totale di 45 volumi. Le varie serie animate, invece, hanno accumulato oltre 3500 episodi, ai quali vanno aggiunti più di 40 film. Insomma, le avventure del gatto robot restano un pilastro assoluto in Giappone, dove ogni anno fruttano milioni di yen grazie al merchandising. E non è un modo di dire. Basta fare un giro nel Paese per trovarsi la faccia di Doraemon praticamente ovunque.
Quando è arrivato il momento di inventare le Frutti del Diavolo, la prima cosa che è venuta in mente a Oda è stata proprio la tasca magica del gatto. Quel posto da cui uscivano soluzioni per ogni problema quotidiano e per ogni piccolo desiderio. La Frutta Gom Gom, per esempio, è nata dalla pigrizia dell’autore in persona. Sono troppo pigro per alzarmi e cercare le cose, ha raccontato. A volte voglio solo restare seduto, guardare qualcosa in lontananza e pensare: ah, se solo potessi allungare la mano e afferrarlo.
Da quel primo morso, il mondo di One Piece ha visto comparire più di 150 Frutti del Diavolo, ognuna con il suo potere. Sono divise in tre grandi famiglie: Paramecia, Logia e Zoan. Perché sarebbe stato un po’ triste lasciare tutti i poteri al solo Luffy, no? E così il fascino della saga di Eiichiro Oda continua a crescere, mescolando pigrizia, fantasia e un pizzico di quel gatto blu che ha accompagnato generazioni intere di lettori giapponesi.


