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Obtainium potrebbe archiviare APK sulla rete decentralizzata S5

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Chi installa applicazioni fuori dagli store ufficiali conosce bene Obtainium, e proprio questa app open source potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di diverso da un semplice gestore di installazioni e aggiornamenti. La proposta arriva da S5, una rete di archiviazione decentralizzata che identifica i contenuti attraverso il loro stesso indirizzo, e che ha individuato nel client Android la base ideale su cui innestare le proprie funzioni. Niente nuovo negozio di applicazioni, quindi, ma un innesto su qualcosa che già funziona.

L’idea porta la firma dello sviluppatore di S5, che ha spiegato la scelta con argomenti piuttosto concreti. Obtainium è scritto in Flutter e Dart, nasce per recuperare software direttamente dalle fonti di chi lo pubblica e non ha alcun catalogo centrale da mantenere. Un’eventuale integrazione aprirebbe la strada alla conservazione e alla distribuzione di APK senza dover per forza passare da un archivio unico e centralizzato.

Come funzionerebbe l’integrazione con la rete S5

Il meccanismo attuale dell’app è già abbastanza particolare. Obtainium tiene d’occhio le pubblicazioni dei progetti seguiti e va a prendere gli aggiornamenti direttamente alla fonte, che sia un repository o una pagina di rilascio. L’applicazione deve individuare la nuova release e il pacchetto giusto, non ospitare l’intera raccolta. È esattamente questo tratto ad aver attirato l’attenzione del progetto S5, che ha valutato di aggiungere le proprie funzioni direttamente al client Android.

S5 lavora con identificatori di contenuto chiamati CID, che permettono di riferirsi a un dato indipendentemente da dove si trovi fisicamente. La rete comprende anche strutture di filesystem pensate per organizzare raccolte molto grandi e strumenti dedicati all’archiviazione di contenuti provenienti dal Web. Tra gli impieghi previsti il progetto ha citato repository Git, video e interi siti Internet, con la possibilità di rendere consultabili pubblicamente i materiali coperti da una licenza compatibile.

Una precisazione serve, però. Non risulta che Obtainium sia già diventato un archiviatore S5 a tutti gli effetti. La documentazione parla dell’integrazione come di un’attività pianificata, mentre l’archiver S5 resta un componente separato, dedicato alla conservazione di contenuti online. Si parla quindi di estendere le capacità dell’app, non di trasformarla in un servizio generico dove parcheggiare file di qualunque tipo.

Lo spazio fisico resta il nodo da sciogliere

Un sistema del genere non fa sparire per magia il bisogno di spazio. L’archiviazione decentralizzata distribuisce la gestione dei dati tra più nodi e usa strutture pensate per facilitare copie e recupero, ma ogni contenuto conservato deve comunque risiedere da qualche parte, su dispositivi con capacità sufficiente. Non a caso il progetto ha previsto anche l’uso di infrastrutture di storage dedicate, utili sia a verificare quanto la rete regga la crescita sia a conservare grosse quantità di materiale con licenze che ne consentano la redistribuzione.

Per l’app Android il vantaggio più interessante sarebbe un altro: collegare la gestione delle applicazioni alla disponibilità di copie verificabili dei pacchetti. Una situazione che torna utile quando una fonte originale cambia indirizzo, diventa temporaneamente irraggiungibile oppure decide di rimuovere una release. Attenzione però a non fraintendere il ruolo del CID, che da solo non garantisce nulla sulla disponibilità del file. Servono nodi disposti a conservarlo e a renderlo recuperabile nel tempo.

C’è poi tutto il capitolo della fiducia, che con le app Android distribuite fuori dai canali ufficiali pesa parecchio. Un APK che arriva da una fonte alternativa deve poter essere associato senza ambiguità al software pubblicato dallo sviluppatore originale, e l’archiviazione aggiunge responsabilità ulteriori sulla provenienza e sulla custodia delle copie. L’eventuale evoluzione di Obtainium verso S5 avrebbe senso soprattutto se riuscisse a tenere insieme distribuzione, verificabilità e gestione delle fonti senza rinunciare a quella semplicità che ha reso l’app utile a chi installa software lontano dagli store tradizionali.

Fonte: TecnoAndroid

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