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La modalità Live di Google Traduttore ora funziona anche senza connessione, una novità che cambia parecchio le carte in tavola per chi viaggia e si ritrova spesso con una tacca di segnale e tanta buona volontà. La traduzione in tempo reale, quella che trasforma lo smartphone in una specie di interprete tascabile, non ha più bisogno di una rete dati attiva per fare il suo lavoro. C’è però una condizione che pesa, ed è meglio metterla subito sul tavolo: la funzione offline arriva soltanto su Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11.
Chi possiede un telefono di un altro produttore, oppure un Pixel di generazione precedente, per il momento resta fuori. Nessun aggiramento, nessuna scorciatoia. Google ha già sistemato la documentazione ufficiale indicando esattamente questi tre modelli come compatibili, e il rilascio procede in modo graduale, quindi anche chi ha il dispositivo giusto potrebbe non trovarsi la novità già attiva.
Come funziona la modalità Live senza rete
Per chi non l’avesse mai provata, la modalità Live è un sistema di conversazione bidirezionale. Una persona parla, l’altra risponde nella propria lingua, e l’app si occupa di tradurre in entrambe le direzioni senza che nessuno debba scrivere una sola parola sullo schermo. Niente tastiera, niente attese, niente passaggi intermedi. Fino a oggi, però, c’era un difetto piuttosto evidente: serviva internet. E quindi la funzione diventava inutilizzabile proprio nelle situazioni in cui sarebbe servita davvero, tipo all’estero senza roaming oppure in una zona coperta male.
Ora il quadro cambia. La traduzione avviene direttamente sul dispositivo, senza passare da server esterni, il che significa che una conversazione può avvenire anche in mezzo al nulla. Resta un aspetto tecnico da capire bene, perché incide sull’uso quotidiano: le lingue gestite in modalità offline sono dieci, e funzionano tutte in coppia con l’inglese, che fa da lingua ponte.
L’elenco comprende francese, tedesco, portoghese, italiano, spagnolo, hindi, indonesiano, giapponese, russo e svedese. Ognuna di queste lingue può essere tradotta da e verso l’inglese, ma non direttamente verso un’altra della lista. In pratica una conversazione tra italiano e giapponese senza connessione non è prevista, mentre italiano e inglese oppure giapponese e inglese non presentano problemi. Una limitazione che pesa in certi contesti di viaggio, va detto, anche se non è escluso che venga superata più avanti.
Perché solo Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11
L’esclusiva sui modelli più recenti non è una scelta di marketing improvvisata. Far girare la traduzione in locale, senza appoggiarsi alla rete, richiede una quantità di potenza di calcolo che non tutti i telefoni possono garantire. I modelli linguistici devono stare sul dispositivo, elaborare l’audio in tempo reale e restituire la traduzione con una latenza abbastanza bassa da rendere la conversazione naturale. Non è un compito banale.
Google ha deciso di appoggiarsi ai chip Tensor montati sui suoi dispositivi di punta, che gestiscono questo tipo di elaborazione direttamente a bordo. È la stessa logica seguita per altre funzioni di intelligenza artificiale arrivate sui Pixel negli ultimi anni, quelle che girano senza toccare il cloud. Il risultato è una funzione più rapida e, in teoria, anche più riservata, visto che l’audio della conversazione non deve viaggiare da nessuna parte.
Il rollout è in corso e procede con la solita distribuzione scaglionata. Chi ha uno dei tre Pixel compatibili farebbe bene a controllare gli aggiornamenti dell’app, perché la disponibilità non è immediata su tutti i dispositivi nello stesso momento. Per il resto del parco Android, e per i Pixel più datati, la modalità Live continua a richiedere una connessione attiva.
Fonte: TecnoAndroid








