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Un SUV che, finito in un lago, può muoversi da solo verso la riva grazie a due eliche: la Geely Battleship 700 è esattamente questo, un fuoristrada plug in hybrid che all’occorrenza si comporta come una piccola imbarcazione. Il mercato cinese ha abituato a soluzioni sorprendenti, dal karaoke di serie alle sospensioni che fanno “ballare” la carrozzeria, ma qui si va oltre la trovata scenografica. E la cosa curiosa è che non si tratta nemmeno di un caso isolato, perché altri costruttori avevano già provato a portare le proprie auto in acqua.
Elon Musk, ai tempi della presentazione del Cybertruck, aveva parlato di un pick up capace di funzionare “brevemente” come una barca in situazioni di emergenza. Un’idea rimasta in larga parte sulla carta, mentre in Cina qualcuno l’ha presa alla lettera. BYD, per esempio, ha progettato Yangwang U8 in modo che possa galleggiare e perfino avanzare se il proprietario si ritrova in acque profonde. Geely ha deciso di alzare l’asticella.
Come funziona la modalità galleggiamento
Battleship 700 è un SUV di grandi dimensioni, dallo stile che guarda con una certa insistenza alla Land Rover Defender, ed è nato per dare battaglia proprio allo Yangwang. La differenza sostanziale è il sistema di propulsione acquatica: due eliche posteriori da 8,6 kW ciascuna, così ben integrate nella coda che a prima vista sembrano terminali di scarico. In acqua spingono il veicolo a poco più di 6 km/h, con l’aiuto di un sonar che serve a individuare eventuali ostacoli sommersi.
Geely la chiama modalità di galleggiamento ed evacuazione d’emergenza, e il nome dice molto sulle intenzioni. Non è un accessorio pensato per attraversare un laghetto nel fine settimana, ma un dispositivo di sicurezza per chi finisce fuori strada in uno specchio d’acqua profondo. I limiti, del resto, ci sono: la navigazione dura circa 40 minuti, mentre il semplice galleggiamento può proseguire fino a due ore. Numeri che restano comunque superiori a quelli dello Yangwang U8, che in acqua si muove a circa 3 km/h.
Un’ibrida plug in da 1.130 CV
Sull’asfalto, dove passerà il 99 per cento della sua vita, la Geely Battleship 700 mette in campo un motore turbo benzina di 2,0 litri abbinato a tre unità elettriche, due al posteriore e una all’anteriore. La potenza combinata dichiarata è di 830 kW, vale a dire circa 1.130 CV, con una batteria da 47,14 kWh a servizio della parte elettrica. Sommando accumulatore e motore termico, l’autonomia dichiarata secondo il ciclo cinese CLTC arriva a 1.770 km.
In Cina i prezzi partono da poco meno di 26.000 euro e salgono fino a circa 50.000 euro per le versioni più ricche, cifre che spiegano bene perché la concorrenza locale sia costretta a inventarsi qualcosa di nuovo ogni pochi mesi. Il modello è già in vendita sul mercato interno, e Geely ha in programma l’esportazione verso altri mercati, Australia compresa.
Ossigeno a bordo e la corsa agli accessori
Le eliche non esauriscono la lista delle particolarità. Battleship 700 offre anche un sistema di erogazione dell’ossigeno, utilizzabile tramite maschera oppure diffuso nell’abitacolo quando si viaggia ad alta quota, dove l’aria si fa rarefatta. Un dettaglio che in Europa suonerebbe come un vezzo, ma che in un Paese con altopiani a migliaia di metri ha una sua logica pratica.
Il quadro complessivo racconta di un settore dove la competizione si gioca anche su funzioni che altrove sembrerebbero superflue. Assistenti vocali basati sull’intelligenza artificiale, frigoriferi integrati, schermi ovunque: elementi che catturano l’attenzione dei clienti cinesi per qualche mese, il tempo necessario perché un rivale presenti qualcosa di ancora più inatteso. Geely, con un SUV ibrido plug in capace di navigare a passo d’uomo, per ora ha trovato il modo di farsi notare.
Fonte: TecnoAndroid








