In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Scovato un nuovo fossile cosmico individuato
Finora, solo tre sednoidi erano stati identificati, e tutti mostravano un’insolita coerenza nei loro percorsi orbitali. Ammonite, invece, si discosta da tale schema. Dettaglio che rende la sua scoperta molto significativa. Con un diametro compreso tra i 220 e i 380 chilometri e un perielio posto a 71 unità astronomiche, è un oggetto imponente che sfida le previsioni esistenti.
La teoria del Pianeta Nove si basa sull’idea che un grande corpo planetario, mai osservato direttamente, stia esercitando una forza gravitazionale sufficiente ad influenzare le orbite di vari oggetti transnettuniani, mantenendole allineate. Ma la traiettoria solitaria di Ammonite complica tale quadro. Secondo Yukun Huang, responsabile del gruppo di ricerca, l’orbita di 2023 KQ14 è talmente diversa da quella degli altri sednoidi da mettere in dubbio la validità di tale teoria. Se il Pianeta Nove esiste davvero, potrebbe trovarsi molto più lontano di quanto stimato. Oppure non essere più presente nel Sistema Solare.
Le simulazioni hanno ricostruito la storia di Ammonite e mostrano che la sua orbita è rimasta stabile per circa 4,5 miliardi di anni. Eppure, intorno ai 4,2 miliardi di anni fa, qualcosa deve essere accaduto. Probabilmente un evento gravitazionale di grande portata, forse una migrazione planetaria o l’influenza di una stella di passaggio. Tale scenario potrebbe aver modificato le orbite di tali oggetti remoti. L’uniformità orbitale che un tempo esisteva potrebbe essere stata spezzata, lasciando tracce di caos nel comportamento attuale dei sednoidi.










