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Con Mijia Graphene Heater Pro Xiaomi allarga la sua offerta dedicata al riscaldamento domestico, proponendo un termoventilatore verticale che promette di iniziare a scaldare in circa 3 secondi. Si tratta di un modello più completo rispetto al Mijia Graphene Heater C arrivato a fine agosto, con cui condivide l’impostazione generale ma da cui si distacca per funzioni e possibilità di regolazione. La forma è quella ormai classica a torre, studiata per occupare poco spazio in salotto o in camera, con una grande uscita dell’aria curva che domina il frontale.
Il dettaglio interessante sta proprio lì, nella griglia microforata che spezza il flusso in getti più sottili. L’idea è semplice e funziona bene sulla carta: evitare quella corrente calda troppo diretta che finisce per seccare l’aria addosso a chi sta seduto davanti, distribuendo invece il calore in modo più morbido. Un accorgimento piccolo, ma che nella pratica quotidiana cambia parecchio la percezione di comfort.
Grafene e ceramica PTC, la coppia che scalda in pochi secondi
Il cuore del prodotto è un sistema che combina grafene e un elemento ceramico PTC. Xiaomi dichiara che la produzione di calore parte entro circa 3 secondi dall’accensione, con una potenza massima di 2.000 watt. Numeri che collocano il dispositivo nella fascia dei termoventilatori pensati per riscaldare rapidamente ambienti di dimensioni contenute, quelli in cui accendere il riscaldamento centralizzato per mezz’ora avrebbe poco senso.
Le modalità operative sono tre: aria calda ad alta temperatura, aria tiepida più delicata e semplice ventilazione naturale, utile anche fuori stagione. Una volta raggiunta la temperatura impostata entra in gioco un algoritmo che abbassa automaticamente la potenza, così da mantenere il valore desiderato senza costringere il sistema a lavorare di continuo al massimo. È il tipo di gestione che, oltre a evitare sbalzi fastidiosi, aiuta a contenere i consumi nelle sessioni lunghe.
Oscillazione fino a 70 gradi e controllo tramite app
Sul fronte della diffusione del calore, Mijia Graphene Heater Pro può oscillare orizzontalmente fino a 70 gradi. Il condotto verticale, poi, consente di indirizzare il flusso non solo ai lati ma anche verso l’alto o verso il basso, con l’obiettivo dichiarato di coprire la stanza in modo più uniforme invece di concentrare tutto su un singolo punto. Chi ha provato una stufetta tradizionale sa bene quanto sia frequente il problema opposto, con un lato della stanza bollente e l’altro ancora freddo.
I comandi fisici restano sulla parte superiore del corpo, comodi per le regolazioni al volo, ma il grosso della gestione passa dall’app Xiaomi Home e dall’assistente vocale Xiao Ai. Dallo smartphone si può accendere e spegnere l’apparecchio, scegliere la temperatura desiderata, programmare i timer e soprattutto inserirlo nelle automazioni insieme agli altri dispositivi dell’ecosistema. Per chi ha già costruito una casa connessa attorno ai prodotti della casa cinese, l’integrazione è praticamente immediata.
Un’evoluzione del modello di fine agosto
Rispetto al Mijia Graphene Heater C, il nuovo arrivato si presenta come la versione più matura e completa della stessa idea. Il linguaggio estetico non cambia, la torre verticale rimane la scelta di fondo, ma cresce il ventaglio di regolazioni e migliora il controllo sul modo in cui l’aria calda viene distribuita. Una differenza che si nota soprattutto negli ambienti più grandi o in quelli con arredi che ostacolano la circolazione.
Il posizionamento è coerente con la strategia che Xiaomi porta avanti da tempo nel settore degli elettrodomestici: prodotti dal design pulito, funzioni smart accessibili senza troppi passaggi e integrazione stretta con l’ecosistema Mijia.
Fonte: TecnoAndroid








