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Metal Gear Solid 4 su PC: il 91,8% corre a rompere il pene della statua

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Chi ha aspettato quasi vent’anni per giocare a Metal Gear Solid 4 fuori da PlayStation 3, appena messo piede nella versione PC, non è andato a rivedersi le cutscene o a testare il frame rate: è corso dritto a spaccare il pene di una statua. Sembra una battuta, ma è un dato statistico. Nelle prime ore dopo il lancio su Steam, l’Obiettivo legato a quella gag risultava sbloccato dal 91,8% degli utenti, una percentuale che nel mondo degli achievement è praticamente fantascienza.

Il trofeo in questione si chiama “Handle with Caution” e premia chi “rompe la parte più importante di una statua”. Nella fase iniziale dell’avventura Snake può mimetizzarsi imitando la posa di alcune statue presenti nell’ambiente, un piccolo espediente stealth che sulla carta serve a passare inosservati. Insistendo con quell’interazione, però, succede quello che i fan della serie ricordano benissimo: il protagonista finisce per staccare la porzione anatomica più delicata della scultura. Konami, all’epoca, decise di trasformare la trovata in un premio ufficiale.

Un dato che racconta più di mille recensioni

A notare la stranezza è stato un utente che ha semplicemente aperto la pagina delle statistiche degli achievement su Steam poche ore dopo la pubblicazione. Il commento che ne è seguito riassume tutto meglio di qualsiasi analisi: il 91,8% dei giocatori, dopo aver atteso quasi vent’anni per poter giocare MGS4 su qualcosa che non fosse PS3, ha avviato il gioco e si è diretto immediatamente verso il pene di una statua.

La percentuale, va detto, è poi scesa al 21,4% con l’allargarsi della base di utenti e l’arrivo di chi ha comprato il gioco senza correre subito a completarlo. Ma il dato iniziale resta interessante proprio perché fotografa un comportamento collettivo preciso. Non era una questione di completismo, non era caccia al platino. Era pura curiosità di verificare che sì, quella scemenza vista nei video su internet per due decenni funzionava davvero anche su PC.

La comicità demenziale è sempre stata parte del pacchetto

Chi conosce la saga sa che Metal Gear Solid non ha mai avuto paura di rompere la sua stessa serietà. Tra un discorso sul controllo dell’informazione e una riflessione sui soldati privati, Hideo Kojima ha sempre infilato gag scatologiche, riferimenti fuori contesto, scherzi rivolti direttamente a chi tiene il pad in mano. È un equilibrio strano, quasi impossibile da spiegare a chi non ha mai giocato: un momento si piange per la sorte di un personaggio, quello dopo si ride per una battuta da caserma.

La statua rientra esattamente in questa tradizione. Non è un easter egg nascosto in qualche angolo remoto della mappa, è lì, subito, a disposizione di chiunque abbia voglia di premere il tasto una volta di troppo. E il fatto che il gioco premi ufficialmente quel gesto con un Obiettivo dice parecchio sull’approccio dello sviluppo originale.

L’arrivo su PC di Metal Gear Solid 4 era una delle richieste più insistenti da parte della community, considerando che il titolo era rimasto esclusiva PlayStation 3 per tutta la sua vita, prigioniero di un’architettura hardware notoriamente ostica da emulare o convertire. Il ritorno è arrivato dentro Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2, raccolta che sta girando anche su altre piattaforme con risultati variabili. Su Switch 2, per esempio, la collezione si sta comportando meglio rispetto alle attese in classifica, pur restando dietro a Elden Ring.

Resta il quadro, curioso e in fondo comprensibile: una delle produzioni più ambiziose e drammatiche della sua epoca, un gioco che parla di guerra, invecchiamento e sacrificio, è tornato disponibile per milioni di persone. E la prima cosa che quasi tutti hanno fatto è stata correre a controllare se quella famosa statua fosse ancora vandalizzabile. Lo era.

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