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Hyundai Boulder, il fuoristrada che sfida Bronco e Wrangler

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Con il concept Hyundai Boulder il costruttore coreano mette nel mirino un segmento finora presidiato da altri, quello dei fuoristrada veri, con telaio separato dalla scocca e ambizioni da terreno accidentato. Presentato al Salone di New York di quest’anno, il prototipo anticipa il primo modello body on frame della casa e apre la strada a un pick up di taglia media atteso prima della fine del decennio. Nel frattempo un’immagine depositata presso l’ufficio brevetti indiano, emersa lo scorso maggio, sembra mostrare proprio la versione di serie, quella destinata alla produzione.

Il percorso, a pensarci, è coerente. Dopo anni passati a irrobustire i crossover con badge XRT e assetti leggermente più alti, Seul ha deciso di fare sul serio. Il Boulder è la risposta a una domanda che il mercato nordamericano si pone da tempo, cioè se un marchio generalista possa costruire qualcosa di credibile accanto a Jeep Wrangler e Ford Bronco senza limitarsi all’estetica.

Un design squadrato che guarda a Bronco e Wrangler

Il linguaggio stilistico è quello dell’Art of Steel, ma tradotto in chiave molto più ruvida rispetto ai SUV stradali del marchio. Il frontale è dominato da un cofano piatto e da un pannello a tutta larghezza che ospita fari rettangolari piccoli e firme luminose LED verticali, con una calandra inferiore generosa, punti di traino a vista e una piastra paramotore.

Di profilo l’effetto è quasi da rover marziano, con passaruota squadrati, protezioni spesse, fiancate piatte e pneumatici da 37 pollici. I montanti anteriori arrotondati verso il tetto sono una citazione diretta ai rivali americani, mentre le finiture a contrasto sul montante posteriore aggiungono un tocco di carattere. Il posteriore resta corto e verticale, con la ruota di scorta montata esternamente e il lunotto apribile, dettaglio già visto sul concept.

Abitacolo pratico e tecnologia Pleos Connect

Dell’interno non circolano immagini brevettate, ma è ragionevole aspettarsi una plancia orizzontale ampia, elementi strutturali a vista e comandi grossi, pensati per essere usati con i guanti. Configurazioni da cinque o sette posti, materiali scelti più per resistere che per impressionare.

I quattro display configurabili del prototipo dovrebbero lasciare spazio a un unico schermo centrale di grandi dimensioni con sistema Pleos Connect, piattaforma basata su Android Automotive che unisce navigazione connessa, negozio di applicazioni, aggiornamenti da remoto e assistente vocale Gleo AI. Restano invece i comandi fisici per le ridotte, i bloccaggi dei differenziali e la selezione delle modalità di guida sui vari fondi.

Motori, piattaforma e i rivali da battere

Hyundai ha confermato che il telaio è a longheroni, realizzato con acciaio prodotto negli Stati Uniti, ma sui dettagli tecnici mantiene il riserbo. Una possibilità è la condivisione di componenti con Kia Tasman, anche se la comunicazione ufficiale punta su un programma nuovo e pensato specificamente per il mercato americano più che sul riutilizzo di quella base.

La gamma motori dovrebbe comprendere un ibrido benzina 2.5 turbo da 330 cavalli, un plug in da 400 cavalli e varianti completamente elettriche per il Nord America. Altri mercati potrebbero ricevere il 2.2 turbodiesel da 207 cavalli abbinato all’automatico a otto rapporti, già noto sul Tasman. Sul fronte off road la dotazione prevista è seria, con trazione integrale, bloccaggi anteriore e posteriore, marce ridotte, sospensioni anteriori indipendenti e assale rigido dietro, più la funzione di rotazione sul posto.

Se il progetto verrà approvato, il Hyundai Boulder si troverà davanti Jeep Wrangler, Ford Bronco, Toyota 4Runner e Land Rover Defender. Il costruttore si è impegnato a portare negli Stati Uniti 36 modelli tra novità assolute e restyling entro il 2030, e l’attività brevettuale lascia intendere che il fuoristrada a telaio separato sarà uno di questi. Secondo le indiscrezioni la produzione potrebbe avvenire nello stabilimento HMGMA in Georgia, lo stesso dove oggi nascono Ioniq 5 e Ioniq 9.

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