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Ci sono voluti consigli, telefonate e parecchi dubbi prima che Ewan McGregor dicesse sì al ruolo che gli avrebbe cambiato la carriera, quello di Obi-Wan Kenobi nella trilogia prequel di Star Wars. Ventotto anni dopo, l’attore scozzese lo racconta senza girarci troppo intorno: accettare non fu affatto automatico, anzi. All’epoca era un giovane interprete che si stava costruendo un nome nel cinema indipendente e l’idea di infilarsi dentro la saga fantascientifica più grande di sempre lo metteva a disagio.
Il personaggio, va ricordato, era già nato iconico. Alec Guinness lo aveva portato sullo schermo nel film originale del 1977, tornando poi nei due capitoli successivi. Quando George Lucas decise di raccontare la giovinezza del Maestro Jedi, la scelta cadde su McGregor, che avrebbe interpretato il ruolo nei tre film usciti tra il 1999 e il 2005 e, molto più tardi, nella serie Disney+ dedicata proprio a Obi-Wan Kenobi.
Le telefonate prima del sì a Star Wars
In quel periodo l’attore si era appena fatto notare con Alex Law in Piccoli omicidi tra amici, l’esordio di Danny Boyle, e aveva la testa altrove. “In quel momento stavo già facendo un altro tipo di film all’inizio della mia carriera. Non mi vedevo come qualcuno che si dedicava a quel genere di cinema”, ha raccontato. Da qui i dubbi, tanti, e una serie di consulti con le persone di cui si fidava.
“Prendere la decisione di farlo è stato difficile”, ha spiegato. “Sembra falso, ma è andata così. Ricordo di aver chiamato Danny. Ho chiamato mio zio Dennis Lawson. Ho parlato con tutti quelli che rispettavo, chiedendo: cosa ne pensate?”. Alla fine ha vinto la voglia di uscire dalla zona di comfort, e più il progetto si avvicinava più cresceva l’entusiasmo. “Più mi avvicinavo al progetto, più avevo voglia di farlo. Però le ho fatte, e sono state difficili perché non sono cinema indipendente”.
Un mestiere diverso davanti alla macchina da presa
Abituato a lavorare su registri completamente diversi, McGregor ha scoperto che costruire un personaggio dentro un blockbuster galattico richiede un approccio tutto suo. “In realtà non cerchi di scoprire la vita interiore del personaggio. Il lavoro di un attore in quei film è molto diverso da The Pillow Book o cose simili, dove provi davvero a scavare nella vita emotiva di qualcuno. È diverso”, ha detto.
Poi è arrivata la parte scomoda. Le prequel vennero accolte malissimo dalla critica, e per un attore giovane fu una botta niente male. “Le ho fatte, mi sono divertito, e non sono state accolte bene. È stato strano e duro: buttarti dentro una cosa del genere e poi vedere la critica farle a pezzi. Ma ho imparato molto sul fregarmene”, ha ammesso senza filtri.
La rivincita arrivata con la serie Disney+
Il ribaltamento è arrivato anni dopo, quando ha accettato di tornare per la serie Obi-Wan Kenobi su Disney+. Lì ha capito quanto profondo fosse l’affetto del pubblico per quei film e per il suo Jedi. “L’hanno proiettata a una convention di Star Wars in California. E io non ero mai stato a una convention, mai andato a eventi del genere”, ha raccontato.
“Poi, quando siamo andati alla premiere, hanno mostrato i primi due episodi. Avevo migliaia di persone dietro di me e ho provato un’emozione indescrivibile. Quando ho iniziato a firmare autografi, ho iniziato a conoscere le persone per cui abbiamo fatto quei film: erano bambini quando li abbiamo girati. E lì ho iniziato a capire che erano molto amati”.
Il personaggio interpretato da Ewan McGregor resta uno dei più riconoscibili della saga creata da George Lucas, insieme al lavoro di Alec Guinness. Star Wars: Episodio I La minaccia fantasma, diretto da Lucas e interpretato da Liam Neeson, Ewan McGregor e Natalie Portman, dura due ore e tredici minuti ed è disponibile su Disney+.










