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Mazda MX-5 2027 a Imola: debutta la serie speciale Yakudo

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Sulla pista di Imola, tra la staccata della Rivazza e la salita verso la Variante Alta, la nuova Mazda MX-5 2027 ha mostrato subito di non aver perso nulla del suo carattere. È stato proprio l’Autodromo romagnolo, durante i giorni del Minardi Day, il palcoscenico scelto per il debutto dinamico italiano dell’ennesima evoluzione della roadster giapponese. Un aggiornamento che non stravolge niente, ma lavora sulle emozioni di guida, che poi è sempre stato il punto.

Parlare di MX-5 significa parlare di quasi 40 anni di storia, oltre 1,2 milioni di esemplari venduti dal 1989 a oggi e un titolo di World Car Design of the Year in bacheca. Sul fronte elettrico, per il momento nessuna conferma di una versione 100% a batteria. Quello che resta, invece, è il concetto di Jinba Ittai, quell’unione tra uomo e macchina che a Hiroshima continuano a considerare intoccabile. E i cordoli del Santerno hanno messo in evidenza il lavoro del Kinematic Posture Control, che frena con discrezione la ruota posteriore interna quando si spinge in curva, riducendo il rollio senza sporcare la sensibilità dello sterzo. Il telaio rimane un bisturi, la massa contenuta fa il resto.

Finiture curate e la nuova tinta Zinc Green

Mazda MX-5 2027 a Imola: debutta la serie speciale Yakudo

Gli interventi estetici per il 2027 si limitano a evolvere le linee del linguaggio Kodo, con la classica sagoma biposto, sbalzi ridotti al minimo e baricentro bassissimo. Cambiano soprattutto gli allestimenti. Homura punta sull’aggressività, con specchietti e dettagli in nero lucido, cerchi RAYS da 16 pollici, pinze Brembo rosse, ammortizzatori Bilstein dedicati e barra duomi anteriore. La versione Kazari sceglie invece l’eleganza, con sedili in pelle Nappa traforata marrone chiaro, mentre Exclusive-Line adotta rivestimenti in pelle per le sedute e pelle sintetica sulla consolle centrale.

La novità più curiosa riguarda i modelli con capote manuale, dove debutta la serie speciale Yakudo, un nome che in giapponese richiama movimento e vitalità. Accenti esterni silver, pinze Brembo argento, abitacolo in Alcantara e cornici delle bocchette bicolore nero e argento. Sia Yakudo sia Homura montano sedili in tessuto Leganu, una microfibra scamosciata che tiene il busto fermo quando il ritmo si alza. Su tutta la gamma, dalla produzione autunnale del 2026, arriva poi la tinta Zinc Green, una vernice dalle sfumature industriali pensata per unire ruvidezza tecnica e raffinatezza.

Capote in tela o tetto rigido RF, e il 1.5 Skyactiv-G affinato

Mazda MX-5 2027 a Imola: debutta la serie speciale Yakudo

Restano due le anime della gamma. La Soft Top con capote in tela a movimento manuale, apribile con un gesto del braccio dal posto guida, e la variante RF (Retractable Fastback), con tetto rigido retraibile in tre sezioni e profilo da coupé. Il suo meccanismo automatico è il più rapido della categoria, 13 secondi per aprire o chiudere, con possibilità di azionarlo in movimento fino a 10 km/h.

Sotto il cofano il quattro cilindri aspirato 1,5 litri Skyactiv-G sale a 136 CV con 155 Nm di coppia, tenendo i consumi combinati WLTP a 6,2 litri per 100 km ed emissioni di CO2 a 139 g/km. Il merito va a una nuova mappatura dell’alimentazione, a un olio motore a bassissimo attrito e a pneumatici a ridotta resistenza al rotolamento. Interessante il lavoro sullo scarico, che regala una timbrica più cupa ai regimi medio alti, insieme a uno speciale tubo che parte dal filtro dell’aria e arriva al parafiamma per esaltare il rombo. Dentro l’abitacolo si sente, e bene. Il motore sale di giri senza quell’effetto muro spesso fastidioso. Per chi frequenta i circuiti arriva inoltre la funzione DSC-Track, di serie da Exclusive-Line, una taratura del controllo di stabilità che lascia libertà al pilota e intervviene solo davanti a una sbandata non più correggibile con il volante.

Abitacolo minimalista e pacchetto ADAS

I comandi restano impostati sul minimalismo per ridurre le distrazioni. La strumentazione aggiorna la grafica dei quadranti analogici, lo specchietto retrovisore perde la cornice esterna. Al centro della plancia c’è il display da 8,8 pollici di Mazda Connect, gestibile con il rotore HMI Commander, con Apple CarPlay e Android Auto wireless, due prese USB-C, radio DAB e sei altoparlanti, sostituibili a richiesta con il sistema BOSE a nove diffusori, alcuni integrati nei poggiatesta.

Sul fronte sicurezza, già dall’allestimento Prime-line ci sono fari LED con livellamento automatico, avviso e assistenza al mantenimento della corsia, riconoscimento dei limiti di velocità e rilevatore di stanchezza del conducente. Salendo di versione si aggiungono monitoraggio degli angoli ciechi, controllo del traffico trasversale in retromarcia, avviso all’apertura delle portiere e frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, attiva anche nelle manovre in retromarcia a bassa velocità. Confermato il cofano attivo, che in caso di impatto frontale si solleva di pochi centimetri per attutire il colpo.

Fonte: TecnoAndroid

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