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One Piece, la doppiatrice di Luffy svela un indizio sul finale

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Quando Mayumi Tanaka ha smesso di sentirsi ripetere la solita battuta, ha capito che One Piece stava davvero imboccando la strada del finale. La doppiatrice giapponese, 71 anni, presta la voce a Luffy da quasi tre decenni e per tutto questo tempo ha avuto un rituale privato con Eiichiro Oda: chiedergli quanto sarebbe durata ancora la storia. La risposta era sempre la stessa, quasi un tormentone. Poi, un giorno, quella risposta non è più arrivata.

Vale la pena tornare indietro, perché il legame tra l’attrice e il personaggio nasce prima ancora che l’anime esistesse. La leggenda racconta che Oda, mentre disegnava Romance Dawn, il capitolo unico da cui sarebbe poi germogliato tutto, avesse già in testa la voce che voleva per il suo protagonista. Quella di Tanaka. Solo che non lo disse a nessuno. Quando arrivò il momento di adattare il manga, il team incaricato del casting arrivò per conto proprio esattamente alla stessa conclusione: nessuno era più adatto di lei. Ventisette anni dopo l’inizio dell’anime, la stessa attrice continua a stupirsi di essere arrivata fin dentro la Saga Finale.

One Piece: la battuta dei dieci anni che Oda ha smesso di fare

Il punto di svolta è tutto in una frase ripetuta per anni. Tanaka, preoccupata per il futuro della serie e soprattutto per la tenuta delle proprie corde vocali, chiedeva periodicamente al mangaka quanto mancasse alla fine. E lui, sempre uguale: “Mancano solo 10 anni!”. All’inizio pare lo dicesse convinto davvero. Poi la frase si è trasformata in una specie di gag interna, quasi un meme, ripetuta con ironia mentre i capitoli continuavano ad accumularsi e i dieci anni non passavano mai.

La preoccupazione dell’attrice, però, era concreta. Arrivata a 71 anni e temendo di non riuscire a portare a termine il viaggio della ciurma di Cappello di Paglia, aveva iniziato a cercare qualcuno che potesse sostituirla quando la voce non avesse più retto. Un pensiero pratico, da professionista, non una resa. Poi è successa la cosa che ha cambiato tutto: Oda ha smesso di rispondere con quel “solo 10 anni”. E lei ha letto tra le righe. Se l’autore non scherza più sulla distanza dal traguardo, forse il traguardo non è più così lontano.

Quanto manca davvero al finale di One Piece

Onestamente, il finale non è dietro l’angolo. Nemmeno lontanamente. Ma anche i lettori più critici verso il ritmo del manga, quelli che da anni lamentano i tempi dilatati, riconoscono che la direzione ormai è chiara: si va verso gli scontri conclusivi e verso la rivelazione di cosa sia, davvero, il tesoro che dà il nome all’opera. La Saga Finale non è un’etichetta di marketing, è una struttura narrativa che si sta chiudendo pezzo dopo pezzo.

Sul fronte dell’animazione c’è un orizzonte già fissato. L’anime proseguirà almeno fino al 2029, anno del trentesimo anniversario, quando arriverà nelle sale One Piece: BaaD, il film attorno al quale si sono già accese parecchie aspettative. In molti sono convinti che non sarà un episodio slegato dal resto, ma che tocchi qualcosa di importante della storia che ancora non abbiamo visto. Un tassello, insomma, più che una parentesi.

Il paradosso è tutto qui. Per anni la battuta di Oda è servita a rassicurare e a prendere in giro allo stesso tempo, una promessa che nessuno prendeva sul serio. Ora che quella promessa è sparita dalle conversazioni, il conto alla rovescia sembra finalmente reale. A Luffy e compagni restano meno di dieci anni, probabilmente. Ma di strada da raccontare, prima dell’ultima tavola, ne rimane ancora parecchia.

Fonte: TecnoAndroid

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