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Le schede verticali di Chrome sono arrivate davvero, senza annunci roboanti e senza l’ennesima funzione di intelligenza artificiale appiccicata sopra. Il browser che tutti amano odiare per il consumo di memoria ha ricevuto un aggiornamento che, per una volta, non pesa sulle risorse del computer e non prova a vendere nulla: le schede si possono impilare lateralmente, in colonna, liberando la barra orizzontale in alto. Google la sperimentava da tempo nelle versioni beta, ora è disponibile su Mac e Windows. Dopo quindici anni di schede allineate in orizzontale, sembra quasi strano che ci sia voluto tutto questo tempo.
La distribuzione è avvenuta a scaglioni, quindi capita che chi ha già aggiornato Google Chrome non se ne sia accorto. Insieme alla nuova disposizione delle schede sono comparse anche due aggiunte interessanti: la possibilità di annotare i PDF direttamente nel browser e il riempimento automatico dei moduli tramite Google Wallet.
Chrome: schede in colonna, addio linguette schiacciate
Chi lavora con venti o trenta schede aperte contemporaneamente conosce bene il problema: su un portatile da 13 pollici le linguette si comprimono fino a diventare illeggibili, e il pulsante di chiusura finisce per sovrapporsi al titolo. Risultato, schede chiuse per sbaglio e lavoro perso. Sugli smartphone la questione non si pone, perché i browser mobili usano le schede a scheda impilata, ma su desktop la barra orizzontale è sempre stata un collo di bottiglia.
Le schede verticali risolvono la faccenda in modo piuttosto elegante. All’inizio disorienta, perché l’istinto porta a guardare in alto dopo anni di abitudine, ma il passaggio si assorbe in fretta. Per attivarle basta andare in Impostazioni, poi Aspetto, quindi Posizione schede, e passare da orizzontale a verticale. In alternativa, un clic destro sulla barra superiore e la voce Mostra schede in verticale fa lo stesso lavoro senza dover scavare nei menu.
C’è anche una modalità espansa, raggiungibile sempre con il clic destro sulla barra. Occupa più spazio sullo schermo, però permette di leggere per intero i titoli delle pagine e di ritrovare al volo quella che serve. Le schede fissate diventano pulsanti grandi, più semplici da colpire con il mouse quando si passa da una all’altra sotto scadenza. E la rotellina del mouse scorre l’elenco, cosa che con le linguette orizzontali compresse era un esercizio di pazienza.
PDF da compilare senza aprire Acrobat
L’altra novità riguarda i PDF. Adobe Acrobat su Windows è pesante e ingombrante, e in molti hanno smesso di usarlo semplicemente aprendo i documenti dentro il browser. Chrome divora memoria, questo è vero, ma resta comunque più rapido. Fino a poco fa mancava però la parte più utile di Acrobat, cioè compilare e firmare i documenti.
Adesso gli strumenti di annotazione permettono di inserire una casella di testo sul PDF per aggiungere nomi, date o qualsiasi altro dato, mentre il pulsante Disegna consente di tracciare una firma a mano libera. Niente firma digitale certificata, sia chiaro, ma per moduli ordinari e lettere che non richiedono validità legale forte è più che sufficiente.
Google Wallet e i dati personali nel browser
La terza aggiunta è quella che fa storcere il naso a qualcuno, perché chiede di consegnare a Google altri pezzi della propria vita. La funzione di compilazione automatica con Google Wallet raccoglie documenti e identificativi in un unico posto e li inserisce nei moduli online quando serve. Si trova in Impostazioni, poi Compilazione automatica e password, e accetta patente di guida, dati del passaporto, numero di targa del veicolo, oltre a carte di credito e debito.
Utile, in parte. Manca però la possibilità di salvare i numeri dei programmi fedeltà delle compagnie aeree, quelli che di solito finiscono sepolti in qualche vecchia email e che andrebbero benissimo dentro un archivio del genere, visto che non sono dati particolarmente sensibili.
Tra tutti gli aggiornamenti dedicati all’intelligenza artificiale degli ultimi mesi, un intervento pensato per chi usa Chrome in modo intensivo non era scontato. Le schede verticali cambiano davvero il modo di lavorare su schermi piccoli, mentre Google Wallet e la lunga lista di funzioni AI infilate nel browser continuano a preoccupare, al punto che qualcuno ha già scelto di cambiare browser.
Fonte: TecnoAndroid








