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Netflix, audio basso e ovattato: la soluzione in un minuto

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Capita a tutti di alzare il volume, poi abbassarlo di colpo durante una scena d’azione, e alla fine arrendersi ai sottotitoli: il problema dell’audio Netflix che suona ovattato o troppo basso è una delle lamentele più diffuse tra chi guarda serie e film in streaming, e quasi mai dipende dalla connessione internet o dalla qualità del televisore. Il punto è un altro, molto più banale: c’è un disallineamento tra il formato sonoro che la piattaforma invia e quello che gli altoparlanti riescono davvero a gestire. La cosa più irritante è che il fastidio compare a caso. Un film si sente benissimo, quello dopo costringe a sporgersi verso lo schermo per capire cosa stiano dicendo i personaggi, senza aver toccato nulla nel frattempo. Nessuna impostazione modificata, nessun cavo spostato. Eppure il risultato cambia.

Perché il suono arriva basso o impastato

La spiegazione sta nel modo in cui funziona la piattaforma. Netflix seleziona in automatico la traccia audio di qualità più alta supportata dai dispositivi collegati. Se l’impianto dichiara di reggere il surround, arriva una traccia 5.1 oppure Dolby Atmos al posto del semplice stereo. Sulla carta è un vantaggio. Nella pratica, parecchie smart TV si dichiarano compatibili con il surround pur avendo due altoparlanti normalissimi, e a quel punto il televisore prova a comprimere una traccia multicanale dentro una coppia di casse. Il risultato è un suono più debole, con i dialoghi che finiscono sotto la musica e gli effetti.

Poi ci sono i casi in cui il problema è materiale. Un cavo HDMI allentato o rovinato può indebolire o distorcere il segnale, mentre un firmware vecchio sul televisore o sul dispositivo di streaming può gestire male l’elaborazione sonora. Discorso simile per le soundbar e gli impianti esterni: se la configurazione non è corretta, la resa peggiora invece di migliorare. Nessuno di questi scenari significa che qualcosa si sia rotto. Si tratta quasi sempre di incompatibilità tra ciò che viene trasmesso e ciò che l’apparecchio può realmente ricevere.

La correzione che richiede meno di un minuto

Il primo intervento è anche il più efficace. Durante la riproduzione basta aprire il menu Audio e sottotitoli nella parte bassa del player e passare dalla traccia surround, quella indicata per esempio come Italiano [Originale] 5.1, alla versione standard senza numeri accanto. Chi usa soltanto gli altoparlanti integrati del televisore, senza un impianto dedicato, nella maggior parte dei casi risolve all’istante il problema dei dialoghi troppo bassi. La piattaforma memorizza la preferenza, quindi l’operazione va fatta una volta sola e vale anche per i contenuti successivi.

Se invece c’è un sistema audio esterno e il difetto resta, conviene controllare il cavo HDMI e provarne uno diverso per capire se il fastidio sparisce. Un altro test utile consiste nell’escludere temporaneamente gli apparecchi esterni e ascoltare solo dalle casse del televisore: se lì il suono torna pulito, il colpevole è a valle. Vale la pena verificare anche la presenza di aggiornamenti firmware, sia sulla TV sia sul dispositivo di streaming.

C’è poi una leva che agisce direttamente sulla qualità della trasmissione. Dal browser si entra nella pagina dell’account, quindi in Modifica impostazioni e poi in Impostazioni di riproduzione, dove l’utilizzo dati per schermo va portato su Alto. In questo modo viene trasmesso il bitrate audio più elevato disponibile, che arriva fino a 640 kbps per il 5.1 e a 768 kbps per Atmos. Un dettaglio da tenere presente riguarda l’abbonamento: l’audio spaziale ad alta fedeltà e il Dolby Atmos sono riservati al piano Netflix Premium.

Fonte: TecnoAndroid

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