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Cloud-9, la candidata galassia senza stelle fatta di gas oscuro

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Le nuove immagini profonde di Cloud-9 continuano a non mostrare nemmeno una stella, e proprio questa assenza rende il caso più solido: davanti agli strumenti ci sarebbe un ammasso cosmico fatto di gas e materia oscura, senza la componente luminosa che di solito rende una galassia riconoscibile. Detto in modo semplice, si tratta di un candidato a quel titolo strano e affascinante che gli astronomi chiamano da anni galassia senza stelle, un oggetto previsto dai modelli ma quasi mai osservato.

La logica è meno esotica di quanto sembri. Le galassie che si vedono nelle immagini più belle sono in realtà la punta visibile di qualcosa di molto più grande, un alone di materia oscura che tiene tutto insieme. Dentro quell’alone il gas si raffredda, collassa, accende stelle. Ma non è detto che il processo debba andare sempre a buon fine. Se il gas resta troppo rarefatto, o se qualcosa lo disturba prima che riesca a compattarsi, il risultato è una struttura che ha massa, ha idrogeno, ha persino una forma, e però non brilla. Cloud-9 rientra in questa categoria di sospetti.

Perché trovare una galassia buia è così complicato

Il problema pratico è banale e insieme frustrante: non si può fotografare qualcosa che non emette luce visibile. Le nubi di questo tipo si individuano attraverso l’idrogeno neutro, che ha una sua firma caratteristica nelle onde radio, e solo dopo si va a cercare, con telescopi ottici, se in quel punto del cielo si nasconde qualche debole popolazione stellare. Quasi sempre, quando si guarda abbastanza a fondo, le stelle saltano fuori. Sono fioche, sparse, magari poche, ma ci sono. E l’oggetto misterioso si ridimensiona a normale galassia nana molto poco luminosa.

Il caso di Cloud-9 è diverso proprio perché quel passaggio non si verifica. Le osservazioni profonde, cioè quelle che accumulano luce a lungo per catturare anche i segnali più deboli, hanno setacciato la zona e non hanno restituito niente. Nessuna stella, nessun addensamento luminoso. Un vuoto ottico dove invece c’è chiaramente materia.

Gas, materia oscura e nessuna luce

Se la lettura venisse confermata, l’oggetto sarebbe un tassello prezioso per capire come funziona la formazione delle galassie nelle sue fasi più fragili. I modelli cosmologici prevedono da tempo che l’universo sia pieno di piccoli aloni di materia oscura rimasti sterili, incapaci di produrre stelle perché troppo leggeri o perché svuotati del loro gas. Il fatto che se ne trovino così pochi è uno dei punti su cui la teoria fatica a incontrare l’osservazione. Un oggetto oscuro confermato aiuterebbe a colmare quello scarto.

C’è però la prudenza d’obbligo, che in astronomia vale sempre. Non trovare stelle non equivale a dimostrare che non ce ne siano: potrebbero essere semplicemente sotto la soglia di sensibilità degli strumenti usati finora. È lo stesso ragionamento che ha già smontato altri candidati simili in passato, quando telescopi più potenti hanno rivelato quel filo di luce che prima sfuggiva. Per questo ogni nuova campagna di immagini su Cloud-9 viene spinta un po’ più in là della precedente, aumentando i tempi di posa e la profondità raggiunta.

Al momento il conto è questo: più si guarda, meno si trova. Le immagini più recenti, le più profonde mai ottenute su quel bersaglio, hanno confermato la presenza di gas e l’assenza totale di sorgenti stellari rilevabili, lasciando in piedi l’ipotesi di una galassia buia tenuta insieme soltanto dalla gravità della materia oscura.

Fonte: TecnoAndroid

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