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La nuova Wrangler arriva in una veste che guarda indietro di ottant’anni, alla prima Jeep pensata per i civili, e lo fa con un nome che è già una dichiarazione di intenti: Wrangler JL-2A. Il riferimento è alla Willys CJ-2A del 1945, il modello che segnò il passaggio dal fronte bellico ai campi e alle strade di tutti i giorni. Un’edizione speciale, quindi, costruita su citazioni precise più che su effetti scenografici.
Vale la pena ricordare da dove arriva tutto questo. Willys Overland fu tra i principali fornitori del Dipartimento di Guerra statunitense per i veicoli leggeri basati sul disegno della American Bantam, in anni in cui l’esercito americano aveva bisogno di mezzi capaci di andare ovunque senza troppe cerimonie. Da quelle premesse nacque il 4×4 più famoso di sempre, poi declinato in allestimenti rimasti nella memoria collettiva come Renegade, Laredo e Golden Eagle. La CJ, in sostanza, fu la versione commerciale del Willys MB usato dai soldati durante la seconda guerra mondiale.
Un omaggio che passa dai dettagli
Il fuoristrada rappresenta l’undicesimo capitolo della serie Twelve 4 Twelve, il programma con cui Jeep sta ripercorrendo la propria storia lanciando una serie di varianti speciali. La base tecnica è quella della Wrangler Rubicon, mentre l’estetica pesca a piene mani dalla CJ-2A. Tra le novità più gradite c’è il ritorno della tinta Gobi per il 2027, riservata alla versione a due porte, mentre la quattro porte adotta la colorazione originale ’41. Chi volesse altro può scegliere tra Bright White, Sting Gray, Ghost e Joose.
I cerchi da 17 pollici sono forse il tocco più riuscito: verniciati in Joose, richiamano le ruote Sunset Red della CJ-2A e sono abbinati a pneumatici BFGoodrich KO2 All Terrain da 33 pollici. Completano il quadro i passaruota in tinta carrozzeria, l’hardtop in tre elementi, i ganci di traino arancioni e gli inserti Dark Metallic Grey sulla calandra a sette feritoie, quella che nessuno si sognerebbe mai di toccare.
Dentro, tutt’altra storia rispetto al 1945
Se la Willys degli esordi era spartana per vocazione, qui la cura dei dettagli sfiora la maniacalità. I sedili sono rivestiti in pelle Nappa Heritage Tan, mentre pannelli delle porte, parte inferiore della plancia e console centrale virano sul Bison Brown. Le cuciture Desert Orange riprendono la tonalità dei cerchi, creando quel gioco di rimandi che nelle edizioni celebrative funziona sempre.
Ci sono poi grafiche dedicate per le bocchette del climatizzatore e una targhetta sul portellone posteriore che riproduce quella della CJ-2A, con le scene legate alle sue origini agricole e industriali. Sulla leva del cambio spicca un medaglione satinato Willys Overland, dettaglio che da solo racconta parecchio dell’operazione. Resta il fatto che un abitacolo così chiaro, su un mezzo nato per il fango, si sporca praticamente solo a guardarlo.
Dotazione di serie e tempi di arrivo
Sul fronte dell’equipaggiamento, la Jeep Wrangler JL-2A include di serie il Convenience Group, che porta con sé avviamento a distanza, retrovisore interno fotocromatico e apertura universale del garage. A questo si aggiunge la telecamera anteriore TrailCam con sistema di lavaggio integrato, utile quando il parabrezza e l’obiettivo finiscono sotto una spruzzata di terra.
La commercializzazione è fissata per il prossimo ottobre e riguarda il mercato statunitense. Un’edizione pensata soprattutto per chi conosce la genealogia del marchio e sa riconoscere, in un cerchio verniciato o in una targhetta sul portellone, il filo che lega la Wrangler di oggi a quella prima Jeep civile del 1945.








