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Dopo mesi di attesa e qualche indiscrezione arrivata in anticipo, MediaTek ha presentato ufficialmente il Dimensity 9600 Pro, il nuovo processore di fascia alta pensato per gli smartphone e destinato a raccogliere l’eredità del Dimensity 9500 visto lo scorso anno. La novità più interessante non riguarda soltanto la potenza bruta, che pure cresce, ma la direzione scelta dall’azienda: portare l’intelligenza artificiale dentro il telefono, facendola girare in locale invece di appoggiarsi continuamente al cloud. Un cambio di prospettiva che dice molto su dove stia andando il mercato.
Il salto parte dal processo produttivo, che passa a 2 nanometri. Tradotto in pratica: più transistor a disposizione e consumi più bassi. Ma la scelta che colpisce di più riguarda l’architettura dei core, perché MediaTek ha deciso di abbandonare la classica combinazione tra core grandi e core piccoli a basso consumo. Al loro posto un design composto esclusivamente da core di grandi dimensioni, con due unità “Ultra” affiancate da sei unità “Pro” suddivise su due livelli di cache.
MediaTek Dimensity 9600 Pro: prestazioni in crescita e due motori dedicati all’IA
I numeri dichiarati parlano di un incremento del 17% nelle prestazioni su singolo core e del 15% in multicore rispetto al Dimensity 9500, il tutto accompagnato da una cache interna più capiente. Alcune fughe di informazioni precedenti al lancio collocavano il chip leggermente sotto lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, ma l’azienda non ha voluto affrontare il confronto diretto, quindi servirà attendere i test indipendenti per capire come stanno davvero le cose.
Il capitolo più significativo riguarda però la parte dedicata all’intelligenza artificiale, affidata a due unità di elaborazione separate. C’è una NPU principale, progettata per eseguire modelli linguistici con maggiore velocità, e una seconda unità più piccola e sempre attiva, che si occupa dei compiti leggeri senza pesare sulla batteria. MediaTek sostiene che l’elaborazione dei modelli sia cresciuta del 51% rispetto alla generazione precedente, con generazione di testo più rapida e minore consumo energetico per singola operazione. A questo si aggiunge il supporto locale per Gemini Nano di Google, che permette di eseguire alcune funzioni direttamente sul dispositivo.
Grafica, fotocamera e connessioni più intelligenti
Sul fronte videoludico la nuova GPU basata su architettura Mali risulta per la prima volta collegata direttamente al chip di intelligenza artificiale. L’idea è unire il rendering grafico all’analisi delle scene in tempo reale, con il contributo di un nuovo motore per il ray tracing. Secondo i benchmark interni dell’azienda, le prestazioni grafiche di picco salgono del 27% mentre il ray tracing guadagna fino al 18%, con la possibilità di far girare titoli oltre i 185 fotogrammi al secondo.
Anche il comparto fotografico beneficia di questa integrazione. Il processore di immagine lavora ora insieme alla NPU per inseguire soggetti in movimento rapido e agganciare la messa a fuoco circa due volte più velocemente rispetto a prima. Per i video il chip arriva a registrare in 4K a 240 fotogrammi al secondo in modalità slow motion, oppure 4K a 120 fotogrammi al secondo.
Il modem sfrutta a sua volta algoritmi intelligenti per gestire meglio il passaggio tra le celle di rete e ridurre i tempi di risposta su Wi Fi e Bluetooth. Migliora anche il posizionamento satellitare, grazie a un sistema di selezione dei satelliti assistito dall’IA. Lato protezione dei dati arriva AISeal, un livello di sicurezza dedicato che isola le informazioni sensibili a livello hardware e include una cifratura pensata per resistere ai futuri computer quantistici, caratteristica che sta diventando abituale nei chip di punta.
Quando arriveranno i primi smartphone
MediaTek non ha voluto svelare quali modelli adotteranno il nuovo processore, ma ha confermato che i primi telefoni arriveranno già entro questo trimestre. Qualche indizio, però, circola da tempo: il Dimensity 9600 Pro era stato individuato in alcune registrazioni su Geekbench precedenti al lancio, a bordo di un Oppo che si ritiene sia il Find X10 Pro Max.








