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iPhone Duo: Face ID e teleobiettivo attesi alla terza generazione

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Il debutto di iPhone Duo è ormai questione di settimane, ma già si guarda oltre: secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple avrebbe messo in cima alla lista delle priorità due elementi che alla prima generazione mancano, ovvero Face ID e un teleobiettivo. Non è un dettaglio da poco, perché sono proprio le due assenze che più si notano quando si mette il nuovo dispositivo accanto al resto della gamma.

La versione che arriverà sul mercato il 23 ottobre si presenta infatti con Touch ID e una doppia fotocamera posteriore. Una scelta che, stando a quanto si legge, non nasce da una preferenza di design ma da limiti fisici molto concreti. Lo spazio interno, semplicemente, non basta per infilarci tutto quello che Apple normalmente inserisce nei suoi modelli più completi. Il sistema di riconoscimento del volto richiede un modulo di sensori piuttosto ingombrante, e anche un teleobiettivo degno di questo nome ha bisogno di profondità che su un corpo del genere diventa complicata da ricavare.

Perché la terza generazione potrebbe cambiare le carte

L’ipotesi avanzata da Gurman nella sua ultima newsletter Power On è che la svolta arrivi con la terza generazione. Non con la seconda, quindi, ma con il modello successivo, quando due fattori dovrebbero convergere. Da un lato la miniaturizzazione dei componenti, un lavoro lento e poco spettacolare ma che nel tempo libera millimetri preziosi. Dall’altro i progressi dell’intelligenza artificiale, che permettono di compensare via software quello che l’hardware non riesce più a garantire da solo.

Il ragionamento, tradotto in parole semplici, è questo: Apple potrebbe montare sensori di profondità e componenti fotografici più piccoli e meno sofisticati rispetto a quelli usati oggi, recuperando poi la differenza con l’elaborazione computazionale. In pratica il telefono vedrebbe meno con gli occhi e capirebbe di più con il cervello. È un approccio che l’azienda conosce bene e che ha già impiegato in altri contesti, dove la fotografia computazionale ha sopperito a obiettivi fisicamente limitati.

Cosa resta da capire sul futuro di iPhone Duo

Va detto che si tratta di una previsione, non di un annuncio. Gurman parla esplicitamente di una sua supposizione, il che significa che i tempi potrebbero allungarsi o cambiare del tutto a seconda di come procedono i lavori interni. Il settore dei dispositivi pieghevoli, del resto, ha abituato tutti a roadmap che si spostano in avanti con una certa disinvoltura.

Nel frattempo il primo iPhone Duo arriva sul mercato con la sua configurazione attuale, Touch ID compreso. Per chi viene da modelli con sblocco facciale sarà un ritorno al lettore di impronte, una soluzione che funziona bene ma che rappresenta comunque un passo indietro rispetto all’abitudine consolidata degli ultimi anni. Stessa storia per la fotografia: due sensori posteriori coprono le esigenze di base, però chi cerca lo zoom ottico dovrà guardare altrove o aspettare.

L’assenza del teleobiettivo è forse il compromesso più evidente sul piano pratico, perché incide sull’uso quotidiano più di quanto non faccia il metodo di sblocco. Portare quel modulo dentro un corpo pieghevole significa ripensare la disposizione interna, e non è un lavoro che si risolve in un ciclo di prodotto.

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