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Huawei supera Apple negli smartwatch: quota al 22% nel Q2 2026

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Nel mercato globale degli smartwatch il primo posto ha cambiato proprietario: Huawei ha scalzato Apple nel secondo trimestre del 2026, chiudendo il periodo con una quota del 22%. Un sorpasso che arriva da numeri tutt’altro che esplosivi, visto che le spedizioni dell’azienda cinese sono cresciute soltanto dell’1% rispetto allo stesso trimestre del 2025, ma che pesa perché avviene mentre l’intero comparto arretra. I dati elaborati da Counterpoint Research raccontano infatti un settore in affanno. Le vendite globali di orologi intelligenti hanno segnato un calo del 4% su base annua nel trimestre preso in esame, e in un contesto del genere anche una crescita minima basta per guadagnare posizioni. È più o meno quello che è successo: Huawei non ha corso, si è limitata a tenere il passo mentre altri rallentavano.

La spinta arriva dalla Cina e dalla linea Watch GT

C’è un dettaglio che spiega gran parte della leadership di Huawei, ed è geografico. Circa l’80% dei volumi dell’azienda si concentra nel mercato cinese, dove il marchio ha una presenza capillare e una base di utenti fedele. Il resto del mondo conta, ovviamente, ma il motore vero è lì.

A sostenere le vendite è stata in particolare la gamma Watch GT, rinnovata di recente con la serie 7. Si tratta della famiglia più riconoscibile del catalogo, quella che punta su autonomia lunga e monitoraggio della salute senza spingere il prezzo verso l’alto, e il ricambio generazionale ha evidentemente funzionato nel momento giusto.

Apple scivola al secondo posto con una quota del 20,1%, quindi a distanza ravvicinata. Ma il dato più interessante riguarda la dinamica: l’azienda di Cupertino ha registrato la crescita più alta tra i principali produttori, con spedizioni in aumento del 14%. Tradotto, la perdita della prima posizione non racconta una frenata, piuttosto un confronto con volumi molto alti e un mercato che si muove per cicli di prodotto. E infatti il trimestre analizzato precede di poco l’arrivo dei nuovi Apple Watch Series 12 e Ultra 4, con l’azienda che ha appena lanciato una nuova generazione di orologi.

Dietro i primi due nomi la classifica si muove parecchio

Il terzo posto va a Imoo con il 7,8% di quota, marchio molto forte nel segmento dei dispositivi per bambini, categoria che continua a ritagliarsi spazio anche quando il resto del mercato soffre.

Quarta posizione per Xiaomi, al 6,1%, ma con un dato pesante alle spalle: spedizioni in calo del 38%. Una contrazione netta, che riporta al problema di fondo del settore, cioè la difficoltà dei modelli entry level a giustificare un nuovo acquisto.

Chiude la top five Garmin, con il 5,6% di quota e una crescita dell’11%. Qui la spinta arriva dall’alto, dai dispositivi di fascia premium pensati per lo sport, quelli acquistati da chi cerca funzioni specifiche e accetta di spendere di più. Un segnale che quando il prodotto risponde a un bisogno preciso il portafoglio si apre ancora.

Perché il mercato degli smartwatch si è fermato

Gli analisti di Counterpoint Research individuano due cause principali per il rallentamento. La prima è la saturazione dei modelli base: chi ha già un orologio connesso di fascia media o bassa non trova motivi sufficienti per cambiarlo, perché le differenze tra una generazione e la successiva si sono assottigliate. La seconda riguarda l’attesa. Molti consumatori stanno rimandando l’acquisto in vista di tecnologie sanitarie più avanzate e di funzioni costruite sull’intelligenza artificiale, due fronti su cui il settore promette da tempo passi importanti. Il risultato è una domanda congelata, in stand by.

Su queste basi le stime per l’intero 2026 restano prudenti e parlano di una crescita complessiva dell’1%, un numero che descrive un mercato fermo più che in espansione. Per la posizione di vertice, intanto, la partita tra Huawei e Apple si gioca su meno di due punti percentuali di distanza.

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