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Google Maps, tre impostazioni da cambiare subito per la privacy

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Chi apre Google Maps più volte al giorno probabilmente non si è mai fermato a guardare cosa succede dietro le quinte, e nel frattempo l’applicazione ha continuato a registrare spostamenti, soste e ricerche. Nel corso di quest’anno l’app di navigazione è cambiata parecchio, dal nuovo logo alla condivisione della posizione resa più immediata, passando per gli strumenti pensati per i contributori e per il pianificatore di percorsi dedicato ai veicoli elettrici. In mezzo a tutte queste novità restano però tre impostazioni che vale la pena conoscere, perché toccano due questioni concrete come la privacy e la durata della batteria dello smartphone.

La cronologia di Maps sa più di quanto sembri

Percorsi, tempi di permanenza, luoghi visitati con una certa frequenza. La cronologia di Maps tiene traccia di tutto e, dettaglio non secondario, è attiva per impostazione predefinita. Non si limita a registrare i movimenti in modo continuo, ma conserva quelle informazioni anche nella memoria del dispositivo.

Per spegnere il registratore serve poco. Si tocca la foto profilo in alto a destra dello schermo, poi si sceglie la voce “I tuoi percorsi”. Da lì si passa ai tre puntini in cima allo schermo e si apre “Impostazioni di posizione e privacy”. Dentro quel menu compare “Cronologia di Maps” e, a seguire, “Salva cronologia” da disattivare. Una precisazione che conviene tenere a mente, perché non è un dettaglio marginale: la modifica non riguarda soltanto l’app di navigazione, ma si estende a tutte le applicazioni Google. C’è anche una via di mezzo, per chi trova comodo ritrovare i posti già visitati. Nella sezione “Attività web e app”, invece di spegnere tutto, basta scorrere più in basso fino a “Seleziona un’opzione di eliminazione automatica” e impostare un periodo di conservazione, per esempio 3 mesi. Così i dati si cancellano da soli senza bisogno di ricordarsene.

La modalità in incognito di Google Maps

Meno conosciuta, ma decisamente utile quando si vuole mantenere riservato un singolo spostamento, è la modalità di navigazione in incognito. Funziona come una pausa: sospende la registrazione della cronologia di posizione senza dover smontare le impostazioni generali dell’account.

Il percorso è quasi identico al precedente. Si tocca la foto profilo in alto a destra e si seleziona “Attiva la modalità di navigazione in incognito”. Da quel momento Google Maps smette di salvare tragitti e ricerche, e non usa più le attività recenti per personalizzare i suggerimenti. Per tornare alla normalità si tocca l’icona corrispondente, quella a destra della barra di ricerca, e si sceglie “Disattiva la modalità di navigazione in incognito”.

Mappe offline, il vero nemico della batteria

Le mappe offline sono una comodità enorme quando il segnale scompare, in montagna oppure nei garage sotterranei. Hanno però un difetto poco pubblicizzato: se nessuno interviene, si aggiornano da sole. E un aggiornamento automatico che parte nel momento sbagliato significa batteria che scende e, nel caso peggiore, piano dati eroso senza accorgersene. L’app, per impostazione predefinita, autorizza i download sia in Wi‑Fi sia tramite 4G/5G. Anche qui si parte dalla foto profilo in alto a destra, poi si entra in “Mappe offline”. Toccando l’ingranaggio si trovano due interruttori da spegnere, ovvero “Aggiorna automaticamente le mappe offline” e “Scarica automaticamente le mappe consigliate”. Il primo evita i download a sorpresa, il secondo impedisce all’app di scaricare aree che nessuno ha chiesto.

Visto che si è già dentro il pannello, tanto vale sistemare anche l’ultimo dettaglio. Nella sezione “Preferenze di download” conviene selezionare l’opzione “solo tramite Wi‑Fi”, così qualsiasi trasferimento di dati resta confinato alla rete domestica o a quella dell’ufficio. Tre passaggi in tutto, nessuno complicato, e Google Maps continua a fare il suo lavoro senza registrare ogni movimento e senza prosciugare la carica nei momenti meno opportuni.

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