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Porsche lascia Bugatti Rimac: incasso da 1 miliardo di euro

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Con la vendita delle quote in Bugatti Rimac, Porsche chiude un capitolo aperto cinque anni fa e incassa circa 1 miliardo di euro. L’operazione è diventata effettiva il 9 settembre 2026, dopo il via libera delle autorità di regolamentazione, e riguarda sia la partecipazione nella joint venture sia quella detenuta direttamente in Rimac Group. Un passaggio che la casa di Stoccarda inserisce nella strategia di ritorno al proprio core business, cioè le auto sportive a marchio Porsche.

L’accordo per la cessione era stato firmato ad aprile 2026 con un consorzio di acquirenti guidato da HOF Capital, in cui BlueFive Capital figura come principale investitore, affiancato da altri partner istituzionali statunitensi ed europei. Dei circa 1 miliardo di euro che entreranno nelle casse del Gruppo Porsche AG, 250 milioni di euro verranno usati per finanziare ulteriormente gli obblighi pensionistici dell’azienda. Il resto rientra nel riassetto finanziario più ampio del gruppo.

Come era nata la joint venture e perché finisce ora

Il legame tra Porsche e Rimac Group era partito nel 2021 con la creazione di Bugatti Rimac, società controllata al 55% dalla realtà croata e al 45% dalla casa tedesca. In parallelo, Porsche possedeva anche una quota diretta del 21% in Rimac Group. Una struttura articolata, nata in un momento in cui il gruppo tedesco puntava molto sull’elettrificazione ad alte prestazioni e sulle tecnologie sviluppate a Zagabria.

Con l’uscita di scena di Stoccarda, il quadro societario cambia in modo netto e si rafforza il controllo di Mate Rimac sulla direzione strategica e operativa dell’azienda. Il fondatore e amministratore delegato di Bugatti Rimac guadagna così mano libera su un piano che, nelle sue parole, guarda ai prossimi dieci anni. HOF Capital viene descritto come il partner chiave per portare avanti quella strategia, mentre a Porsche vanno i ringraziamenti per la collaborazione pluriennale che ha permesso di costruire basi solide.

Il nuovo organigramma e la fase decisiva per Bugatti

Il cambio di proprietà si porta dietro un rimescolamento importante ai vertici. Il passaggio più significativo riguarda Christophe Piochon, che lascia la presidenza di Bugatti Automobiles e il ruolo di Chief Operating Officer di Bugatti Rimac. Alla guida di Bugatti Automobiles arriva direttamente Mate Rimac, che accentra così anche la presidenza del marchio francese. Come COO di Bugatti Rimac subentra Marko Brkljačić, che fino a ora ricopriva la stessa carica in Rimac Technology.

Tra i movimenti già previsti c’è poi la nomina di Hendrik Malinowski, attuale Managing Director di Bugatti Automobiles, a Chief Commercial Officer del brand. Un tassello che completa la nuova squadra dirigenziale in un momento tutt’altro che ordinario per Molsheim. A luglio, infatti, è stato inaugurato lo stabilimento produttivo battezzato “La Manufacture”, il cuore industriale su cui poggia la produzione delle prossime hypercar.

E poi c’è la Tourbillon, arrivata alla fase finale dei test. Il modello rappresenta il vero banco di prova della nuova Bugatti, quella che eredita la tradizione della Veyron ma con un impianto tecnico completamente diverso. Non a caso, nel salutare Piochon, Mate Rimac ha ricordato gli oltre vent’anni che il manager ha dedicato al marchio francese, dagli anni della Veyron fino appunto alla Tourbillon.

Il risultato è un doppio movimento che procede in parallelo. Da un lato Porsche alleggerisce il portafoglio partecipazioni e recupera liquidità in una fase in cui il gruppo tedesco sta rivedendo priorità e investimenti. Dall’altro Bugatti Rimac si presenta con un azionariato nuovo, guidato da investitori finanziari internazionali, e con un fondatore che ora ha in mano tutte le leve decisionali del gruppo, dalla tecnologia alle hypercar di Molsheim.

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