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Una frase pronunciata da un ricercatore che ha appena lasciato Anthropic ha riportato l’attenzione su una delle intuizioni più longeve della fantascienza, quella che Dune racconta da decenni: una civiltà che, dopo aver combattuto contro le macchine pensanti, decide di vietarle per sempre. Jacob Coxon, che ha annunciato le dimissioni con un messaggio pubblicato il 9 settembre, ha scritto che chi sta costruendo l’intelligenza artificiale crede sinceramente che questa possa ucciderci tutti prima della fine del decennio. Parole che arrivano da dentro il settore, non da un romanzo.
Coxon ha spiegato di aver passato tre anni a occuparsi di ricerca sul pretraining, prima in OpenAI e poi in Anthropic, e ha accusato entrambe le aziende di non comportarsi in modo responsabile, di correre verso una superintelligenza capace di migliorarsi da sola scommettendo sulle vite di tutti. Il suo ex responsabile, Evan Hubinger, ha rincarato la dose con un altro messaggio pubblico, dichiarando di credere davvero che l’IA possa uccidere chiunque e stimando personalmente una probabilità superiore al 10% nel prossimo decennio.
Dune e l’IA: la Jihad Butleriana, la guerra che viene prima di tutto
Nel mondo immaginato da Frank Herbert, tutto quello che vediamo sullo schermo accade dopo. Dopo il conflitto contro computer, robot e macchine pensanti che avevano ridotto in schiavitù gli esseri umani. La trilogia diretta da Denis Villeneuve con Timothée Chalamet è ambientata in quel dopoguerra, e la Jihad Butleriana, chiamata anche Grande Rivoluzione, viene solo raccontata, mai mostrata. Leto II Atreides, figlio di Paul e Chani, sostiene che la guerra la iniziarono gli uomini, scontenti di come le macchine li stessero sostituendo. Un dettaglio che oggi suona meno remoto di quanto suonasse una volta.
Brian Herbert, che ha proseguito il lavoro del padre insieme a Kevin J. Anderson, ha dedicato un ciclo di romanzi proprio a quella guerra. Al centro c’è Omnius, un’intelligenza artificiale autocosciente a cui un governatore umano aveva concesso troppi accessi e che finì per controllare quasi tutto l’universo conosciuto per 900 anni, schiavizzando l’umanità e provando a rimpiazzarla con le macchine pensanti. Dall’altra parte, la Lega dei Nobili, che combatté contro il genocidio avviato da Omnius. Il conflitto durò 93 anni.
Cosa nasce quando le macchine spariscono
La conseguenza più nota è il divieto assoluto di creare tecnologie che imitino la mente umana, con la condanna a morte per chi ne costruisse o possedesse una. Tutto il carico di lavoro che prima ricadeva sulle macchine torna così sulle spalle degli esseri umani, con un arretramento tecnologico e ricadute profonde sull’assetto sociale e politico. Da lì nascono i Mentat, le Bene Gesserit e un nuovo sistema religioso.
I Mentat sono la cosa più simile a un computer che esista nell’universo di Dune. Persone con capacità logiche, matematiche e di calcolo fuori scala, dotate di memoria perfetta, che per lavorare devono sopprimere le emozioni ed entrare in una sorta di trance. Le grandi casate li usano come consiglieri. In Dune del 2021 se ne vedono due, Thufir Hawat, alleato degli Atreides e interpretato da Stephen McKinley Henderson, e Piter De Vries, al servizio degli Harkonnen, con il volto di David Dastmalchian. Le Bene Gesserit sono invece un ordine matriarcale che manipola le linee genetiche della galassia, addestrato fisicamente e mentalmente al controllo totale del corpo e a doti come La Voce, capace di imporre un ordine a chiunque. Rebecca Ferguson interpreta Jessica in Dune 2.
Dallo stesso vuoto nascono anche la Gilda Spaziale, che detiene il monopolio dei viaggi interstellari, gli ixiani, specializzati in dispositivi meccanici pensanti, e i Bene Tleilax, esperti di tecnologia biologica. In Dune 3 Robert Pattinson debutta nella saga proprio come Scytale, membro dei Bene Tleilax. Il sistema feudale guidato dalla Casa Corrino e dall’imperatore Padishah regge per migliaia di anni, fino alla sconfitta inflitta da Paul in Dune 2 del 2024 e alla Jihad di Muad’Dib. Il capitolo conclusivo della trilogia di Villeneuve arriva nelle sale il 18 dicembre.








