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Il futuro dei pieghevoli di Cupertino sembra passare da un modello ancora più grande, e il nome che circola è quello di iPhone Duo Max, una versione maggiorata del primo melafonino richiudibile arrivato sul mercato la scorsa settimana. Apple ha rotto gli indugi presentando iPhone Duo, accolto con curiosità sia dagli appassionati che dagli addetti ai lavori, e già si parla di come l’azienda intenda allargare la famiglia. Le prime previsioni sulle vendite sono positive, e questo evidentemente basta per pensare in grande.
Il ragionamento dietro la scelta del nome, a ben vedere, dice molto più di quanto sembri. Secondo Mark Gurman, giornalista di Bloomberg che da anni segue le mosse della casa di Cupertino, Apple avrebbe optato per il suffisso Duo proprio perché lascia margine di manovra. Funziona come già accaduto con Air e con Pro, etichette che si prestano a essere combinate con altre. Ultra, invece, chiudeva il discorso. Difficile costruire una gamma partendo da una parola che suona già come un punto di arrivo.
Perché Duo e non Ultra
Curiosamente, il nome Ultra sarebbe stato usato internamente dai dipendenti Apple durante lo sviluppo, forse anche per via delle numerose indiscrezioni che nei mesi precedenti avevano dato per certo quel battesimo. Alla fine la scelta è ricaduta su Duo, e la logica appare piuttosto lineare: serviva un’etichetta elastica, capace di reggere l’aggiunta di suffissi senza risultare forzata. Un dettaglio apparentemente marginale che invece rivela una strategia di prodotto già scritta, o almeno abbozzata, per gli anni a venire.
Da qui l’ipotesi di un iPhone Duo Max con schermo più generoso, pensato per chi cerca la massima superficie utile quando il dispositivo viene aperto. Non è l’unica variante di cui si parla. Gurman indica anche un possibile iPhone Duo SE, versione più accessibile della gamma, e un iPhone Duo Mini con design a conchiglia, quindi un formato che si richiude in verticale diventando compatto quando resta in tasca.
Una gamma completa di pieghevoli
Tre declinazioni diverse per tre esigenze diverse, almeno sulla carta. Il modello Max per chi vuole il massimo, quello SE per chi guarda al portafoglio, il Mini per chi preferisce la praticità di un telefono che si chiude su sé stesso. È lo stesso schema già collaudato con la gamma tradizionale degli iPhone, dove convivono versioni base, Pro e Air, ognuna con un pubblico piuttosto definito.
L’obiettivo dichiarato appare ambizioso: ora che Apple è entrata nel settore degli smartphone pieghevoli, l’intenzione sarebbe quella di diventarne in tempi rapidi l’azienda leader. Non un ingresso timido, quindi, ma un piano di espansione che passa dalla moltiplicazione dei formati. Una mossa che segue il copione già visto in altri comparti, dove l’azienda arriva con ritardo rispetto alla concorrenza e poi prova a recuperare terreno puntando sull’ecosistema e sulla varietà di scelta.
Sui tempi non ci sono indicazioni precise. Si parla genericamente dei prossimi anni, senza date di lancio né finestre temporali definite. Restano quindi progetti in fase di valutazione, non prodotti annunciati, e come tali vanno presi. Quello che è certo è che iPhone Duo non nasce come esperimento isolato, ma come primo tassello di una famiglia destinata ad allargarsi.








