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FiberCop, 15,3 milioni di case in FTTH e quota di mercato al 66%

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FiberCop ha chiuso il primo semestre 2026 con 15,3 milioni di unità immobiliari raggiunte in FTTH, un milione in più rispetto alla fine del 2025, e con il piano legato al PNRR completato al 100% delle milestone previste. I numeri, aggiornati al 30 Giugno 2026 e comunicati il 7 Settembre 2026, raccontano di un rollout che corre e di obiettivi economici confermati per l’anno in corso.

Il dato che colpisce di più riguarda l’accelerazione del cosiddetto Piano Autonomo, quello finanziato interamente dalla società, che ha già coperto il 74% del target fissato per il 2027. In parallelo l’operatore wholesale only si è aggiudicato la gara del Fondo Nazionale Connettività per portare la fibra in altre 700.000 unità immobiliari entro il 2030, nelle aree oggetto di intervento pubblico. Un’operazione che allarga la presenza in zone dove la concorrenza sull’FTTH è praticamente assente e che, grazie ai contributi pubblici collegati al bando, non pesa in modo rilevante sulla leva finanziaria.

Le linee attive crescono e la quota di mercato sale al 66%

A fine giugno le linee gestite da FiberCop erano 13,4 milioni, con le linee attive in fibra fino a casa in crescita del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più interessante il dato sulle nuove attivazioni nette: la quota di mercato della società è salita al 66% nel primo trimestre 2026, secondo gli ultimi rilevamenti AGCOM disponibili aggiornati a Marzo 2026, contro una media del 59% registrata nell’intero 2025.

Tradotto in parole semplici, circa due connessioni FTTH su tre attivate in Italia tra Gennaio e Marzo 2026 viaggiano sull’infrastruttura di FiberCop. È una misura concreta di quanto la rete venga effettivamente usata dagli operatori di telecomunicazioni e dai loro clienti finali, al di là dei chilometri di fibra posati.

Gli investimenti complessivi del semestre si sono fermati a 1,177 miliardi di euro, sostanzialmente stabili su base annua nonostante il ritmo più sostenuto del rollout. Merito, spiega la società, di efficienze significative nei costi di realizzazione. Per l’intero 2026 la previsione è addirittura di investimenti inferiori alle stime iniziali, grazie al raggiungimento degli obiettivi a costi più bassi, alla chiusura degli interventi legati al PNRR e alla progressiva riduzione delle spese di manutenzione. Sul fronte regolatorio, il semestre ha portato pronunce favorevoli sia sull’MSA con TIM sia sullo status di operatore wholesale only. La definizione del nuovo schema tariffario wholesale con AGCOM, invece, viene descritta come un percorso che avanza “in maniera costruttiva”.

Conti, debito e la trasformazione delle centrali in edge data center

I ricavi del primo semestre 2026 si sono attestati a 1,786 miliardi di euro, un numero che secondo l’azienda non riflette ancora l’effetto di tutte le iniziative in campo, il cui impatto è atteso nella seconda metà dell’anno. L’EBITDAaL organico al 30 Giugno 2026 è stato di 810 milioni di euro, in pratica stabile rispetto a dodici mesi prima, con una crescita attesa intorno al 10% su base annua concentrata nel secondo semestre. Il margine è comunque salito al 45%, un punto in più rispetto al primo semestre 2025. Il capitolo efficienze merita una riga a parte: 198 milioni di euro di risparmi annualizzati già consolidati, ottenuti con interventi su risorse umane, informatica e operations. L’obiettivo è tagliare oltre 600 milioni di euro di costi operativi nel periodo 2025-2029.

La liquidità disponibile ammonta a 2,1 miliardi di euro e porta il margine complessivo a 4,2 miliardi, comprese le linee di credito revolving interamente disponibili che coprono le scadenze del debito fino al 2031. Aggiungendo il finanziamento sottoscritto di recente con la Banca Europea per gli Investimenti e non ancora utilizzato, la copertura supera il fabbisogno fino al completamento del Piano Autonomo nel 2027. L’indebitamento netto è arrivato a 12 miliardi di euro, contro i 10,9 miliardi di fine 2025, conseguenza prevista del piano di investimenti accelerato. L’operazione di reprofiling del debito ha però allungato la durata media e ridotto il costo medio ponderato. La leva finanziaria si è fermata a 6,9x, in linea con la guidance che indica il 2026 come anno di picco.

Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato, ha parlato di “risultati tangibili in tutte le aree di attività” e ha ricordato un altro fronte in movimento: la trasformazione di un numero selezionato di centrali in oltre 100 edge data center distribuiti sul territorio italiano.

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