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iPhone 18 Pro, la riparabilità migliora ma resta in classe C

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La riparabilità di iPhone 18 Pro migliora, ma di poco, rispetto alla generazione precedente. Lo dicono i numeri che Apple stessa ha depositato per rispettare le regole europee sull’etichettatura energetica, un documento tecnico che passa spesso inosservato ma che racconta parecchio di come è costruito un telefono. Il punteggio complessivo passa da 3,04 a 3,14, un progresso di appena un decimo. Nulla di clamoroso, però la direzione è quella giusta.

Il meccanismo è noto a chi segue queste normative da vicino. L’Unione Europea chiede ai produttori di smartphone di autovalutarsi su una serie di voci precise, dalla profondità di smontaggio al tipo di viti e agganci, passando per gli strumenti necessari, la disponibilità dei pezzi di ricambio, la durata degli aggiornamenti software e la qualità delle informazioni fornite a chi ripara. Ogni categoria riceve un voto che va da 0 a 5, e dalla media pesata esce l’indice finale che compare sull’etichetta.

Cosa dicono davvero i punteggi di iPhone 18 Pro

Guardando le singole voci si capisce dove Apple ha lavorato e dove invece è rimasta ferma. La profondità di smontaggio sale a 2,75, dieci centesimi in più rispetto al 2,65 di iPhone 17 Pro. Il salto più interessante riguarda gli strumenti, che passano da 2,05 a 2,55, mezzo punto pieno. Segnale che per arrivare ad alcuni componenti servono procedure diverse, forse nuovi attrezzi dedicati, anche se i documenti depositati non entrano nel dettaglio e si limitano ai numeri.

Tutto il resto rimane identico. Gli elementi di fissaggio restano a 3,80, i pezzi di ricambio a 4,00, le informazioni per la riparazione a 5,00, il massimo possibile. E poi c’è la nota dolente di sempre, gli aggiornamenti software fermi a 1,00. Non è una questione di scarsa qualità del supporto, anzi. Il punto è che Bruxelles assegna un voto più alto soltanto ai produttori che si impegnano formalmente a sostenere i dispositivi oltre il minimo dei cinque anni, e Apple non ha preso quell’impegno nel documento. Da qui il punteggio più basso della tabella.

Sia iPhone 18 Pro sia iPhone 18 Pro Max si collocano in classe C sulla scala che va dalla A alla E, esattamente come i modelli dello scorso anno. L’etichetta, insomma, non cambia colore.

Struttura interna simile, differenze piccole

L’impressione complessiva è che i due Pro condividano con i predecessori un’architettura interna molto simile, con procedure di riparazione che seguono le stesse logiche. Le variazioni ci sono, ma sono limate, quasi chirurgiche. Un decimo qui, mezzo punto lì. Chi sperava in un ripensamento profondo del design interno, con moduli più accessibili e tempi di intervento ridotti, dovrà accontentarsi di miglioramenti marginali.

Per capire cosa sia cambiato davvero sotto la scocca servirà uno smontaggio vero, di quelli fatti con pinzette e ventose. iFixit dovrebbe pubblicare il consueto teardown di uno dei nuovi modelli in occasione del lancio del 18 settembre o nei giorni immediatamente successivi, e in quel momento si vedranno adesivi, viti, connettori e tutto ciò che i numeri europei riassumono in modo asettico.

Manca invece all’appello iPhone Duo. Il dispositivo non è ancora ordinabile in prenotazione, quindi Apple non ha pubblicato la scheda informativa con i relativi dati di riparabilità. Bisognerà attendere l’apertura degli ordini per avere anche in quel caso indice complessivo, punteggi per categoria e classe energetica.

Va detto che questi documenti hanno un valore concreto per chi ripara, non solo burocratico. Un punteggio alto sulle informazioni di riparazione, come il 5,00 pieno assegnato a iPhone 18 Pro, significa che manuali e schemi sono accessibili. Un 4,00 sui ricambi indica una disponibilità solida. Sono indicatori che aiutano a stimare quanto costerà e quanto sarà complicato rimettere in sesto un telefono danneggiato, senza doversi affidare soltanto alle promesse commerciali.

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