Il Play Store di Google si prepara a un cambiamento che fino a poco tempo fa sembrava quasi impensabile, ovvero il supporto agli store di app di terze parti direttamente all’interno dell’app store ufficiale. Le tracce di questa novità sono spuntate nell’ultima versione del negozio digitale di Google, dove alcune funzioni non ancora attive sono state individuate mentre venivano messe alla prova dietro le quinte.
Non è l’unica sorpresa che si intravede all’orizzonte. Insieme alla possibilità di ospitare marketplace alternativi, è emersa anche una nuova sezione chiamata Play Labs, che sembra pensata proprio per raccogliere e testare funzionalità sperimentali. Un po’ come un banco di prova interno, dove far girare le idee prima di renderle disponibili a tutti gli utenti.
Cosa cambia per gli utenti Android
Le novità arrivano subito dopo un aggiornamento piuttosto corposo del Play Store, distribuito all’inizio di questa settimana. Quel rilascio aveva già portato un’esperienza di ricerca rinnovata e la possibilità di provare i widget di un’app mentre questa era ancora in fase di installazione. Piccoli dettagli, certo, ma che raccontano di un negozio in continua evoluzione, sempre alla ricerca di qualcosa da limare.
Oltre a queste modifiche già effettive, ce ne sono altre in cantiere. Tra queste si segnala la barra di ricerca a due righe, che pare ormai pronta per un rilascio più ampio. È un cambiamento estetico e funzionale insieme, pensato per rendere più comodo l’accesso alle ricerche e alle scorciatoie.
Il punto più interessante resta comunque quello legato agli store di terze parti. Aprire il proprio negozio ufficiale ad altri marketplace significherebbe un passo notevole per Google, che storicamente ha tenuto un controllo piuttosto stretto su ciò che passa dal Play Store. Le pressioni normative e i cambiamenti nel panorama delle app sembrano spingere in questa direzione, anche se al momento si tratta soltanto di funzioni in fase di test.
La comparsa di Play Labs completa il quadro di un’app che vuole trasformarsi in un ambiente più flessibile. Uno spazio dove gli utenti più curiosi potrebbero mettere le mani su funzioni non ancora ufficiali, un approccio già visto in altri prodotti Google che hanno adottato programmi simili per raccogliere feedback prima del lancio definitivo.
Per ora nulla è confermato al 100 per cento, dato che parliamo di elementi individuati nel codice dell’ultima versione del Play Store e non ancora attivi per il grande pubblico. Le funzioni scovate in questo modo possono cambiare forma, slittare nel tempo o addirittura sparire prima di arrivare sui dispositivi. Succede spesso quando si tratta di novità pescate in anteprima tra le righe di un aggiornamento.
Quel che è chiaro è la direzione verso cui si muove Google, con un Play Store che diventa sempre più stratificato e aperto a possibilità nuove. La combinazione tra store alternativi, sezione sperimentale e interfaccia rivista lascia intendere che il negozio digitale sia in una fase di lavori piuttosto intensi, con parecchie cose che bollono in pentola.