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The Blood of Dawnwalker: Xanthe battuta prima del previsto

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Uccidere Xanthe molto prima del previsto in The Blood of Dawnwalker si è rivelata la mossa più furba dell’intera partita, anche se all’inizio sembrava un suicidio annunciato. Un vampiro di livello 11, forse 12, che si infila di notte nella Cattedrale di Svartrau e finisce dritto tra le braccia rinsecchite del boss più difficile del gioco non dovrebbe avere speranze. Eppure da quella caduta accidentale è arrivato Blood Surge, il perk più sbilanciato e più utile dell’intero RPG, sbloccato con decine di ore di anticipo rispetto alla tabella di marcia naturale.

Far fuori i luogotenenti di Knyaz Brencis, i cosiddetti boiari, è uno dei pilastri del loop di gioco. Di solito serve prima farli arrabbiare, sabotando le loro attività nelle rispettive zone della mappa. Xanthe però sembra l’eccezione alla regola, perché pur dominando la porzione più ostile del mondo aperto può essere colta di sorpresa presto, molto presto, durante i 30 giorni che Coen ha a disposizione per smantellare la pretesa vrakhiri su Vale Sangora e salvare la propria famiglia.

The Blood of Dawnwalker: una caduta dall’impalcatura e un boss anticipato

Tutto nasce durante la quest A Monk and a Saint, pensata come un’indagine tra i murales della cattedrale alla ricerca di una spada potente. Roba da detective vampiresco, non da rissa con gli artigli fuori. Persino Coen suggerisce di restare in alto e osservare i dipinti da lontano, evitando la boiara che si aggira sotto. Poi basta un colpo d’occhio sbagliato mentre si mira lo shadowstep per superare il bersaglio di un soffio e ritrovarsi a precipitare esattamente dove non si dovrebbe. Breve cutscene, la vecchia che liquida Coen come un moscerino insignificante, e combattimento avviato.

Qui entra in gioco il vero punto di forza del sistema di The Blood of Dawnwalker, ovvero la parata direzionale, che ricorda parecchio il ritmo di Clair Obscur: Expedition 33. Se una cosa si può parare, quella cosa si può battere, indipendentemente dal livello. C’è chi ha steso Brencis addirittura nel prologo, solo bloccando ogni colpo e contrattaccando al momento giusto.

Come si batte Xanthe senza essere pronti

Facile non lo è. La scorta della Blood Guard si smaltisce senza troppi drammi e anzi fornisce sacche di salute gratis tra un fendente e l’altro. Quando la sacerdotessa non morta scende in campo, però, il tono cambia. Servono abilità da spadaccino come Artery Strike, il passaggio dagli artigli alla lama e un po’ di scorrettezze con Dirty Trick, perché Voracious Bite non funziona su di lei, troppo potente per lasciarsi mordere. Sotto una certa soglia di salute evoca orbi di sangue che la curano come droni medici, quindi tocca correre da uno all’altro e distruggerli in fretta.

C’è una stranezza interessante in tutto questo. Affrontata così presto, Xanthe non usa mai Blood Surge contro Coen, mentre nella versione tarda della sfida, quella legata alla side quest The Court, è decisamente più cattiva. Anticiparla significa di fatto depotenziarla e portarle via la sua arma migliore prima che possa usarla.

Anachora, una figlia e un potere che cambia tutto

Dopo la vittoria arriva il viaggio ad Anachora, l’inferno dei vampiri, e una conversazione che spiazza. Xanthe piange la perdita della figlia, racconta che tutto quello che ha fatto lo ha fatto per lei, e chiede di essere lasciata lì a farsi dilaniare l’anima. La risposta di Coen è invitarla dentro la propria psiche, dove sopravviverà per sempre. Lei detesta l’idea, ma il risultato sono commenti sarcastici da nonna strega durante l’esplorazione, più il potere di far esplodere il sangue dei nemici.

Blood Surge strappa fette enormi di vita ai bersagli più grossi e polverizza in un colpo solo chiunque abbia una barra di salute singola. In una partita arrivata a 22 ore si è rivelato lo strumento decisivo contro i nemici più duri, oltre che l’unico modo realistico per eliminare tutti i boiari prima del confronto finale con Brencis. Un motivo più che sufficiente per fare una capatina nella Cattedrale di Svartrau a mezzanotte, perché la leggenda di Xanthe è peggiore del suo morso.

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