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Chi usa Google Foto come rete di sicurezza per i propri ricordi digitali farà bene a segnarsi una data diversa sul calendario mentale: il tempo utile per recuperare uno scatto cancellato per sbaglio si è dimezzato. Google ha rivisto la politica di conservazione del Cestino, che ora trattiene foto e video eliminati per 30 giorni. Prima, per i contenuti già salvati tramite backup, la finestra arrivava a 60 giorni. Il paradosso è che la stretta colpisce proprio i file che molti considerano più al sicuro, quelli già sincronizzati con il cloud. Il cambiamento arriva a più di 11 anni dal debutto di Google Foto come servizio autonomo, presentato nel maggio 2015. All’epoca il grande richiamo era lo spazio praticamente illimitato per le immagini caricate in Alta qualità. Poi, dal 1° giugno 2021, quel vantaggio è sparito per i nuovi caricamenti nella modalità che ha successivamente cambiato nome in Risparmio spazio di archiviazione. Da quel momento le foto e i video caricati in Risparmio spazio o in modalità Express consumano la quota dell’account Google, esattamente come quelli in Qualità originale.
Prima c’erano due tempi diversi, ora uno solo
Fino a poco tempo fa la regola era doppia. Un file già sottoposto a backup cloud restava nel Cestino per 60 giorni, mentre un elemento presente soltanto sulla memoria del telefono spariva dopo 30. Una logica c’era: il contenuto legato all’account Google godeva di un margine di recupero più generoso, chi non caricava nulla doveva accontentarsi della regola più severa. Adesso il trattamento è uniforme, verso il basso. I primi indizi sono emersi alla fine di agosto 2026, quando dentro il codice di Google Foto 7.90 per Android è comparsa una stringa che annunciava senza giri di parole il passaggio da 60 a 30 giorni. Pochi giorni dopo Google ha aggiornato la pagina di assistenza dedicata alla cancellazione di foto e video, e diversi utenti Android hanno iniziato a vedere l’avviso sulla nuova scadenza direttamente nell’app.
Il funzionamento in sé non cambia. Quando si elimina un elemento dalla libreria, il file finisce nel Cestino e parte il conteggio dei 30 giorni. In quella finestra basta aprire il Cestino e usare il comando di ripristino per riportare tutto al suo posto. Scaduto il termine, l’eliminazione permanente è automatica. Lo stesso effetto immediato si ottiene scegliendo Elimina definitivamente oppure svuotando il Cestino a mano. E se il Cestino è già pieno, l’app può proporre direttamente la rimozione definitiva dei nuovi elementi che si stanno eliminando.
Un dettaglio che vale la pena tenere a mente riguarda Google Takeout: non è una scialuppa di salvataggio. La documentazione di Google è chiara, il servizio di esportazione dati non consente di recuperare foto o video già cancellati in via definitiva. Takeout esporta quello che è ancora presente nell’account, non conserva uno storico delle cancellazioni.
Cancellare dall’app può voler dire cancellare anche dal telefono
Qui si annida la confusione che accompagna Google Foto da anni. Con il backup attivo, togliere una foto dall’app non significa affatto rimuovere solo la copia online. Se quel contenuto era già stato caricato, Google elimina lo stesso elemento anche dagli altri dispositivi collegati al medesimo account con backup attivo. La rimozione si estende agli album di Google Foto, agli album condivisi e alle conversazioni in cui l’elemento era stato inserito. Su alcuni dispositivi con Android 11 o versioni successive può toccare perfino le copie salvate nella memoria locale. Restano invece intatti i contenuti presenti in servizi separati come Google Drive, Gmail, Blogger o YouTube.








