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Il codice IMEI dello smartphone diventa raggiungibile direttamente dalla schermata di blocco, senza bisogno di sbloccare il telefono o di frugare tra le impostazioni. Google ha iniziato a distribuire questa novità all’interno della suite Protezione dai furti, il pacchetto di strumenti pensato per accompagnare chi subisce un furto prima, durante e dopo. La funzione si chiama Identificatore dispositivo su schermata di blocco e va ad arricchire la sezione “Proteggi e recupera il dispositivo”.
L’idea di fondo è semplice quanto pratica. Quando un telefono sparisce, il codice IMEI è uno degli elementi più richiesti da forze dell’ordine e operatori telefonici, ed è anche uno di quelli che nessuno ricorda a memoria. Averlo a portata di mano, magari sul dispositivo di qualcun altro che lo ha ritrovato, cambia parecchio le cose.
Come funziona l’Identificatore dispositivo su schermata di blocco
Una volta ricevuta la novità, la nuova voce compare seguendo il percorso “Impostazioni > Protezione del dispositivo smarrito > Protezione dai furti”, oppure passando da “Impostazioni > Servizi Google > Tutti i servizi > Protezione dai furti”. La descrizione che accompagna l’opzione è chiara: si tratta dell’IMEI univoco del dispositivo, utile a recuperarlo, e per consultarlo basta toccare “Emergenza” dalla schermata di blocco.
Nella pratica, entrando nella scheda Emergenza, raggiungibile sia dal pannello di inserimento del PIN sia dal menù di riavvio e spegnimento, in alto a destra è comparso un nuovo menù “Altro”, quello con i tre pallini. Selezionandolo si trova la voce Informazioni sul dispositivo, che contiene appunto il codice IMEI. Nel caso di uno smartphone dual SIM vengono mostrati entrambi i codici. La funzione è attiva per impostazione predefinita, ma resta comunque disattivabile in qualsiasi momento da chi preferisce non esporre quel dato sulla schermata bloccata.
Una gestazione lunga quasi un anno
I primi segnali erano arrivati già a dicembre, quando dentro l’app Emergenze personali erano spuntate stringhe di codice che lasciavano intuire il lavoro in corso su questa integrazione. A metà luglio l’attenzione si è spostata altrove, precisamente sui Google Play Services, individuati come il vero motore dietro le quinte della funzione.
La settimana successiva è arrivata la conferma ufficiale. Con la versione 26.28 dei Google Play Services, Google ha inserito la novità nel bollettino settimanale dedicato all’aggiornamento di sistema di luglio 2026, nella sezione Sicurezza ed emergenza, con una riga essenziale: ora è possibile trovare l’IMEI del proprio dispositivo sulla schermata di blocco.
Tra l’annuncio e la distribuzione effettiva è passato circa un mese e mezzo, un intervallo tutt’altro che insolito per funzioni che viaggiano attraverso i servizi di sistema e che vengono rilasciate progressivamente, a scaglioni, senza un calendario pubblico.
Come controllare di avere la versione giusta
Chi vuole verificare di avere l’ultima versione disponibile dei servizi Google sul proprio smartphone Android deve raggiungere la pagina dell’app Google Play Services sul Google Play Store e, se compare il pulsante, toccare “Aggiorna”. Piccola particolarità: l’applicazione non si trova tramite la ricerca interna allo store, va aperta direttamente dal collegamento dedicato.
Nella maggior parte dei casi comunque non serve fare nulla, perché i Google Play Services si aggiornano da soli su tutti i dispositivi che si appoggiano ai servizi di Mountain View. Il rollout della funzione, invece, segue tempi propri e potrebbe non essere ancora arrivato su tutti i telefoni.
Il codice IMEI accessibile dalla schermata di blocco si affianca alle altre misure già presenti nella suite, come il blocco automatico che scatta quando il sistema rileva un movimento tipico dello strappo del telefono dalle mani, e le protezioni pensate per rendere più complicata la vita a chi tenta di ripristinare un dispositivo rubato.








